Cina: sfide sistemiche eccezionalmente difficili per Xi Jinping in vista del XX Congresso

L'economia cinese rallenta ed il Governo lotta per contenere la crisi dei mutui. Ad agosto, il renminbi ha raggiunto il minimo da due anni. Il clima estremo nel sud-ovest della Cina continua a mettere a dura prova la rete energetica nazionale e sconvolge le economie locali. I progressi nei semiconduttori non sono stati sufficienti per soddisfare le esigenze nazionali. Come annunciato da Xi, dal 20° Congresso Nazionale del PCC usciranno novità e cambiamenti significativi nella politica economica


Geopolitcs - China

G Iuvinale

Il 30 agosto scorso, il Politburo del PCC, guidato dal Presidente Xi, ha tenuto una riunione per studiare i preparativi della settima sessione plenaria del XIX Comitato centrale e del XX Congresso nazionale del Partito che si terranno a Pechino a partire, rispettivamente, dal 9 e dal 16 ottobre 2022. Il resoconto ufficiale parla di

"una conferenza molto importante che si tiene in un momento critico in cui l'intero partito e le persone di tutti i gruppi etnici stanno intraprendendo un nuovo viaggio per costruire un Paese socialista moderno e in marcia verso la meta del secondo secolo di lotta".

Xi Jinping e i suoi "fidati", dunque, hanno compreso che la Cina ha grandi problemi strutturali difficilmente risolvibili nel breve periodo. Serve, pertanto, un cambiamento. Ma quale?


La "prosperità comune" tanto decantata nei precedenti piani quinquennali non è stata ancora raggiunta e per ora è "congelata" in attesa che l'economia si riprenda. La disoccupazione giovanile resta elevata e le famiglie del ceto medio non possono ancora permettersi di mantenere un secondo figlio. E il "burrone" dell'anzianità elevata della popolazione rischia, infine, di far cadere l'intero castello di sabbia.

A tutto ciò, si aggiunge che agosto è stato un mese eccezionalmente difficile per l'economia del Paese. Queste le criticità.


Il Governo lotta per contenere la crisi dei mutui

L'esecutivo è stato apertamente impegnato ad affrontare le turbolenze nel settore immobiliare, ma le sue azioni finora non sono riuscite a rafforzare la fiducia nel settore delle costruzioni. In particolare, a partire da fine giugno, centinaia di famiglie si sono rese inadempienti nei pagamenti dei mutui per le case ancora in fase di realizzazione. Per completare la costruzione di immobili già venduti, molti costruttori fanno affidamento sui fondi provenienti dai preliminari, ma un calo delle prevendite ha causato una stretta finanziaria. All'inizio di agosto, i rapporti indicavano che gli acquirenti si erano rifiutati di pagare mutui su quasi 320 progetti in più di 100 città. A luglio, la China Banking and Insurance Regulatory Commission - l'Oganismo statale che supervisiona la costituzione e le attività commerciali degli istituti bancari ed assicurativi - si è impegnata a stabilizzare il mercato ed ha iniziato ad incoraggiare le banche a concedere prestiti per accelerare la costruzione dell'immobile. La Reuters ha addirittura riferito che alcune banche hanno espresso riserve sulla cpncessione di ulteriore esposizione a un settore che è stato afflitto da ripetute crisi negli ultimi due anni.

Le autorità di regolamentazione statali sperano di evitare di replicare pratiche di prestito eccessive del passato, garantendo al contempo la consegna delle unità abitative già vendute e il contenimento di una crisi immobiliare senza precedenti. Per assicurare il flusso di cassa per pagare i fornitori e completare la costruzione, i Governi locali stanno discutendo con i gestori patrimoniali di proprietà statale per creare fondi di salvataggio del debito insoluto. Le stime dei prestiti totali interessati dal "boicottaggio" variano, con S&P Global che prevede uno scenario peggiore di circa $ 350 miliardi (2,4 trilioni di renminbi, pari al 6,4% dei mutui), mentre Deustche Bank AG suggerisce che almeno il 7% dei finanziamenti per la casa sarà colpito.

Tuttavia, gli analisti non si aspettano che questi prestiti scaduti si trasformino in una crisi finanziaria più ampia, ma la lotta per una risposta politica sostenibile indica le debolezze sottostanti nel settore immobiliare e si aggiunge ad altro stress nel settore finanziario. La diffusa sfiducia e insoddisfazione degli acquirenti di case, però, peggiorerà probabilmente la tendenza al ribasso delle vendite immobiliari, attenuando le prospettive per un settore che attualmente rappresenta il 20-30% del PIL.

Rischio delisting USA/Cina: Pechino accetta le ispezioni regolamentari dei revisori dei conti cinesi

Le Autorità di regolamentazione statunitensi e cinesi hanno concordato un quadro che potrebbe risolvere una controversia decennale relativa ai requisiti di audit statunitensi per le società cinesi quotate negli Stati Uniti, ma le società cinesi potrebbero continuare a rimuovere la quotazione dalle borse statunitensi. La US Public Company Accounting Oversight Board (PCAOB) e la US Securities and Exchange Commission non hanno accesso adeguato per eseguire ispezioni normative sulle società di revisione con sede in Cina o Hong Kong utilizzate dalle società cinesi quotate nelle borse statunitensi. Ai sensi della Holding Foreign Companies Accountable Act (HFCAA) del 2020, oltre 200 società cinesi potrebbero essere costrette ad uscire dalle borse statunitensi se il PCAOB non sarà in grado di ispezionare i conti per tre anni consecutivi. Le prime azioni di delisting ai sensi di questa legge potrebbero avere effetto già nel 2024. Il 26 agosto 2022, la PCAOB, la China Securities Regulatory Commission e il Ministero delle Finanze cinese hanno firmato una dichiarazione di protocollo per le ispezioni statunitensi dei revisori dei conti con sede in Cina e Hong Kong, che potrebbe creare una strada per gli emittenti cinesi a rimanere quotati negli Stati Uniti. In base all'accordo quadro, già a metà settembre gli ispettori PCAOB potranno recarsi in Cina o Hong Kong, dove le autorità di regolamentazione cinesi si sono impegnate a fornire loro l'accesso ai documenti di lavoro e al personale degli auditor.

Tuttavia, nonostante l'accordo gli ispettori del PCAOB potrebbero ancora non essere in grado di accedere al materiale di cui hanno bisogno per svolgere le loro attività di supervisione. E ciò potrebbe potenzialmente portare a più cancellazioni delle quotate.

Ve detto, però, che cinque società statali cinesi hanno annunciato ad agosto l'intenzione di uscire dalla borsa di New York. Ciò potrebbe significare l'intenzione di Pechino ad obbligare le società cinesi che controllano dati e informazioni ritenute sensibili dal PCC a rimuoversi dalla quotazione nonostante l'accordo di audit.


Valuta: RMB raggiunge il minimo da due anni contro il dollaro USA

La valuta cinese ha continuato a indebolirsi per tutto il mese di agosto, superando per la prima volta dal 2020 il valore di cambio di 6,9 RMB per dollaro USA (USD). Quest'anno il valore del RMB è diminuito di oltre l'8% rispetto al dollaro USA per tre ragioni principali:

  • le preoccupazioni sulla ridotta crescita economica della Cina;

  • le divergenze con gli Stati Uniti;

  • le politiche monetarie cinesi che hanno contribuito ad aumentare i deflussi di capitali dalla Cina.

Questa discrepanza di valore tra RMB e USD è continuata ad agosto, con i politici cinesi che hanno tagliato inaspettatamente due tassi di interesse chiave, mentre il Presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha invece annunciato una serie di rialzi dei tassi di interesse.

Pechino ha, comunque, tentato di fermare il deprezzamento del RMB, anche se gli analisti si aspettano che la debolezza della valuta persisterà. In particolare, a fine agosto i politici cinesi hanno iniziato ad intraprendere azioni forti per difendere il RMB

Tuttavia, gli sforzi per riportare il RMB a livelli elevati hanno avuto solo effetti a breve termine e gli analisti prevedono che la debolezza del mercato immobiliare cinese e la politica Zero-COVID ancora in corso potrebbero mantenere una pressione al ribasso della moneta.


Energia: siccità e caldo hanno generato una seconda crisi energetica in due anni

Siccità ed una coincidente ondata di caldo nelle province sud-occidentali della Cina hanno causato carenze energetiche in tutto il Paese, costringendo i principali produttori come Toyota, Tesla e Foxconn ad interrompere la produzione. In particolare, la provincia sudoccidentale del Sichuan ha avuto una crisi energetica causata dalla grave siccità che ha ridotto la produzione di energia idroelettrica (fornisce oltre l'80% dell'energia della provincia). Per preservare l'energia elettrica per uso residenziale, i funzionari locali in almeno 19 province hanno istituito un sistema di razionamento dell'energia che interrompe il flusso a fabbriche, piccole imprese locali, centri commerciali e luci cittadine. Tali limitazioni, però, hanno avuto un impatto negativo sulla produzione industriale che ha finito per colpire anche le catene di approvvigionamento chiave per veicoli e batterie.

La crisi energetica che si protrae da due anni ha spinto i responsabili politici a decidere di costruire più centrali elettriche a carbone, nonostante gli impegni assunti da Pechino di riduzione delle emissioni.


Tecnologia: i progressi nei semiconduttori non sono sufficienti per soddisfare la domanda interna

La più grande fonderia di circuiti integrati della Cina, la Semiconductor Manufacturing International Corporation (SMIC), da settembre 2021 ha iniziato la produzione di chip da 7 nanometri (nm). Sebbene ciò costituisce un notevole passo in avanti verso quell'autosufficienza voluta da Xi, la domanda interna di semiconduttori da 7 nm non è ancora completamente soddisfatta dalla produzione nazionale. Inoltre, sussistono forti dubbi sulla capacità di SMIC di "scalare" la produzione a 7 nm.

La Cina, poi, rimane in una posizione debole nella maggior parte degli aspetti della catena del valore dei semiconduttori. Il più grande produttore cinese di chip di memoria sovvenzionato dallo stato, la Yangtze Memory Technology Corporation (YMTC), sta ora vendendo i chip di memoria più densi del mondo ed ha acquisito circa il 5% della quota di mercato globale (potrebbe presto contare anche su Apple tra i suoi clienti).

Bloomberg, però, ha riferito che nei quattro trimestri precedenti (a giugno), 19 delle 20 aziende di semiconduttori in più rapida crescita al mondo provengono dalla Cina (rispetto solo ad otto nello stesso periodo nel 2021).

La lentezza dei progressi nelle aree chiave dell'aggiornamento tecnologico, in particolare nei semiconduttori, potrebbe anche innescare indagini di alto livello ed azioni disciplinari. Ad esempio, il Ministro cinese dell'Industria e della tecnologia dell'informazione, Xiao Yaqing - che sovrintende alle iniziative di politica industriale nei semiconduttori e in altri settori ad alta tecnologia - è stato rimosso dal suo incarico nel luglio 2022 e posto sotto inchiesta dal PCC per "violazione della disciplina e della legge”.

Xi Jinping intanto ha svelato i piani: per contrastare i divieti sui chip imposti dagli USA, vuole un'industria scientifica e high-tech nazionalizzata. "Vanno compiuti sforzi per rafforzare la posizione dominante delle imprese nell'innovazione tecnologica" ha detto.

(1) I dati sono stati acquisiti dal China Economics and Trade Bulletin della Commissione di revisione economica e di sicurezza USA-Cina.

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