Conflitto NATO-Russia: la Cina sarà la vera vincitrice. Con la fine dell'ordine basato sulle regole

Nella vicenda ucraina, da più parti si invoca il rispetto del diritto internazionale per far cessare la guerra. Ma i decisori politici hanno imbroccato una strada pericolosa, quella dell'unilateralismo e dell'isolamento della Russia. Questo consentirà alla Cina di rafforzare la sua influenza sul mondo e con il suo dominio globale verrà posto l'ultimo chiodo nella bara dell'ordine basato sulle regole


G Iuvinale

L'unilateralismo non va d'accordo neppure con il diritto internazionale che si basa, invece, sulla condivisione delle regole tra Stati, siano esse scritte o non scritte Nella guerra ucraina,

Foto Gettyimages

però, il diritto internazionale non sta funzionando proprio per diretta volontà delle nazioni, anche di quelle non belligeranti, che continuano a proporre soluzioni di isolamento della Russia da organismi collegiali.

Due, allora, sono i grandi rischi che vanno considerati in questa vicenda.


In primis, il rischio dell'unilateralismo

Spingere la Russia fuori dalle istituzioni multilaterali non è una soluzione alla guerra.

Oggi gli Stati si stanno sempre più aggrappando a nuovi strumenti per punire e condannare ulteriormente la Russia.

Il Presidente Zelenskyy ha chiesto che il diritto di voto della Russia presso il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite venga sospeso.

Altri politici hanno chiesto uno sforzo multilaterale per espellere la Russia dalle organizzazioni internazionali, non solo dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ma anche il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite e l' Organizzazione mondiale del commercio.

Il Consiglio d'Europa ha sospeso i diritti di rappresentanza della Russia nel Comitato dei Ministri e nell'Assemblea parlamentare e la Russia ha lasciato di conseguenza l'Organismo.

Inoltre, nel 2014 gli Stati si sono mobilitati per sospendere a tempo indeterminato l'adesione della Russia al G8 a seguito del suo tentativo illegale di annettere la Crimea. E tre anni dopo, la Russia ha annunciato il suo ritiro permanente.

Però, le Nazioni Unite ed il suo Segretario generale continuano a sottolineare la necessità di utilizzare processi multilaterali per trovare modi per una de-escalation del conflitto e trovare percorsi per affrontare la crisi umanitaria, come ad asempio con l'apertura di corridoi umanitari

Siamo chiari.

Questo non significa che non si debba condannare la Federazione Russa per la sua aggressione contro la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina. Ciò rappresenta anche un crimine gravissimo sanzionato dal diritto sovranazionale.

Tuttavia, soluzioni di isolamento dovrebbero essere sostituite da un intervento delle Nazioni Unite che, peraltro, si sono dichiarate disponibili, chiedendo l'immediato arresto di tutte le ostilità e sottolinendo la necessità per gli Stati di farne ricorso - e sarebbero pronte subito a sostenere tutte le parti - affinché le Nazioni si presentino al tavolo in buona fede.

E proprio in questi drammatici momenti si deve ribadire la necessità di un dialogo continuo.

Come è stato giustamente osservato da Fionnuala Ní Aoláin, l'espulsione e il completo isolamento della Russia dal sistema internazionale presenta una prospettiva più che preoccupante, proprio nel momento in cui abbiamo un disperato bisogno di esaurire ogni via diplomatica possibile per una risoluzione di questo conflitto in deterioramento.

Il momento attuale richiede appelli uniti per la fine immediata delle ostilità in Ucraina, insieme a una diplomazia in buona fede, come richiesto dal Dipartimento delle Nazioni Unite per il consolidamento della pace e gli affari politici. Richiede inoltre agli Stati di resistere alla tentazione di impegnarsi in politiche di ostracizzazione, che non forniscono prove dimostrate di successo nel risolvere complesse sfide politiche a lungo termine. L'isolamento estremo non ha migliorato la situazione della sicurezza o dei diritti umani con la Corea del Nord. L'interruzione dei rapporti diplomatici non ha aiutato gli Stati Uniti a raggiungere i propri obiettivi politici nei confronti dell'Iran o, per molti decenni, di Cuba.

È proprio in questi momenti politici più difficili, ha aggiunto la Ní Aoláin, quando i fattori di stress sull'ordinamento giuridico internazionale sono alculmine, che tenere gli Stati all'interno di spazi multilaterali conta di più. Gli appelli all'esclusione sono retoricamente potenti ed emotivamente carichi, ma politicamente e praticamente miopi. Questo momento richiede di coinvolgere la Federazione Russa all'interno di spazi multilaterali, non spingerla fuori.

Secondo rischio: l'unilateralismo lascerà la Russia e gli Stati Uniti in condizioni peggiori e consentirà alla Cina di portare avanti i suoi interessi e rafforzare la sua influenza globale

Il risveglio di una cortina di ferro potrebbe accelerare l'emergere di una Russia neo-imperiale militarmente forte. Vero è che Mosca non ha una grande economia in termini di pil, ma resterà pur sempre una potenza nucleare anche dopo l'attuale conflitto. Inoltre, i russi hanno superato in passato già tante crisi e riusciranno a guadare anche questa.

Un impegno consistente del Stati Uniti in UE potrebbe distoglierli dal reale problema: la Cina e la gestione delle varie crisi nell'Indo - Pacifico.

Come è stato fatto notare, poi, la guerra in Ucraina potrebbe innescare il disfacimento di decenni di un più ampio impegno economico globale, a lungo considerato un deterrente chiave contro il conflitto tra grandi potenze.

Non tutti i Paesi, poi, condividono le sanzioni occidentali imposte alla Russia. Ad esempio, l'India sta comprando petrolio russo con le rupie. L'Arabia Saudita sta valutando la vendita di petrolio con il renminbi alla Cina e ciò minaccia di erodere la supremazia globale del dollaro USA.

Questo, dice Brahma Chellaney è probabilmente l'inizio di una più ampia biforcazione dell'economia globale.

In un momento in cui il potere economico si è spostato verso est, ma l'Occidente controlla ancora l'architettura finanziaria mondiale – compresi i principali sistemi di pagamenti internazionali, le principali valute per il commercio e i flussi finanziari e le principali agenzie di rating del credito – l'istituzione di accordi paralleli sembra imminente.

E la Cina è destinata a emergere come la vera vincitrice del conflitto NATO-Russia.

La rinnovata preoccupazione dell'America per la sicurezza europea creerà uno spazio strategico affinché la Cina possa perseguire i suoi obiettivi strategici - i suoi leader sono stati chiari sull'assorbimento di Taiwan quanto Putin ha rivendicato l'Ucraina - e rafforzare la sua influenza globale, a spese degli Stati Uniti, prosegue Brahma Chellaney su PS.

Dalla sua istituzione nel 1949, la Repubblica popolare cinese ha mostrato un palese disprezzo per il diritto internazionale, raddoppiando la sua estensione territoriale con l'annessione dello Xinjiang e del Tibet ed attualmente detiene oltre un milione di musulmani.

La Cina, inoltre, all'interno delle sue regioni occidentali del Tibet e dello Xinjiang, sta costruendo e aggiornando dozzine di aeroporti ed eliporti, la maggior parte dei quali sono strutture militari. Un rafforzamento militare senza precedenti, compresi quelli compiuti sugli isolotti contesi nel Mar cinese meridionale, trasformati in vere e proprie fortezze belliche.

Eppure la Cina non ha pagato un prezzo per tutto ciò. Ed è per questo che il dominio globale cinese rappresenterà l'ultimo, dunque, chiodo nella bara dell'ordine basato sulle regole.

ll mondo è diretto verso un'era di maggiori sconvolgimenti derivanti dalla guerra ucraina e dalle relative decisioni degli Stati.

Occorre tornare al più presto al multilateralismo, altrimenti sarà anche la fine dell'ordine basato sulle regole.

Lasciamo perdere il tifo da stadio, dunque.



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