Crescita economica: in Cina i dati saranno utilizzati come un "fattore di produzione"

Per aumentare la produttività economica del Paese, il Partito Comunista Cinese punta su una risorsa definita "abbondante ma utilizzata in modo inefficiente": i dati pubblici e privati


G Iuvinale

Nell'aprile 2020, il Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese ha formalmente indicato i dati come fattore di produzione, unendo terra, lavoro, capitale e tecnologia. Da allora, ci dice lo Stanford Cyber ​​Policy Center, un think tank USA,

il concetto di "allocazione dei fattori basata sul mercato" (要素市场化配置) si è fatto strada nelle politiche industriali a livello nazionale e provinciale, con un focus principale sull'allocazione delle risorse dei dati.

La Commissione centrale cinese per la sicurezza informatica e l'informatizzazione (CAC) il 28 dicembre 2021 ha pubblicato il 14° piano quinquennale per l'informatizzazione nazionale, un lungo documento che affronta un'ampia gamma di obiettivi politici e di sviluppo per il periodo 2021-2025.


Il Piano, a dire del PCC, costitusce un progetto generale per la modernizzazione tecnologica della Cina che considera una priorità assoluta la creazione di sistemi di risorse basate su fattori di dati altamente efficienti. In particolare, il piano mira ad "attivare il valore dei dati dei fattori, rafforzare il ruolo dei dati come dotazione dei fattori, modellare un mercato interno forte che sia guidato dall'innovazione, di alta qualità, guidato dall'offerta e che crei nuova domanda".

Per promuovere questi obiettivi, i dati pubblici relativi a informazioni demografiche, trasporti e telecomunicazioni sarebbero condivisi attraverso una piattaforma nazionale unificata di dati aperti. E le aziende sarebbero incoraggiate a fornire l'accesso ai propri dati privati nella ricerca, nell'e-commerce e nei social network.

Questa "concettualizzazione" ha dato vita ad iniziative per promuovere dati governativi aperti e database industriali nazionali. Ad esempio il Guangdong, una provincia pilota per i dati aperti, vieta formalmente agli uffici governativi di trattare i dati pubblici come proprietà privata o di ostacolarne l'utilizzo aperto.

Con i dati ufficialmente riconosciuti come un 'fattore' di produzione economica, come cercherà il Governo cinese di ottimizzare la propria allocazione?

Come evidenzia lo Stanford Cyber ​​Policy Center, il governo cinese è sempre più disposto a sfruttare i vantaggi del socialismo con caratteristiche cinesi. Una frase del nuovo Piano - "migliore integrazione di mercati efficienti e governo attivo" - cattura questo intento, afferma il think tank USA. Un'implicazione di questo approccio potrebbe essere l'intervento statale per rompere quelli che sono noti come "silos di dati", archivi di dati attualmente conservati ad uso esclusivo del settore privato o di attori governativi, e far funzionare i dati in modo più ampio nell'economia. Le SOE, le istituzioni finanziarie sostenute dallo Stato, potranno essere incaricate - insieme alle imprese private sottoposte a pressioni per seguirne l'esempio - a contribuire a questo nuovo sviluppo. L'accordo di Ant Group per la piena integrazione dei suoi dati sul credito al consumo nel sistema di segnalazione del credito controllato dalla Banca centrale cinese costituisce proprio un esemoio di come rendere maggiormente accessibili i dati detenuti da soggetti privati.

Nel 2017 la Cina ha anche adottato una legge sull’intelligence nazionale che dispone l’obbligo, per tutte le organizzazioni e i cittadini cinesi, di collaborare ai fini dell’intelligence nazionale, con tutele concernenti la segretezza.

Tuttavia, continua il think tank, perseguire l'allocazione dei fattori dei dati (in quelli della produzione) guidata dallo Stato non è semplice e presenta anche rischi notevoli.

Per realizzare la sua ambizione di far funzionare i dati, la Cina dovrà tracciare un percorso su alcune questioni aperte a cui nessun altroPpaese ha trovato risposte perfette. Proprio come la relazione a U invertita tra aliquota fiscale e gettito fiscale ("la curva di Laffer"), potrebbe esistere una relazione simile tra la condivisione dei dati indotta dal Governo e il guadagno di efficienza economica.

Ricorrere alla tecnica della "carota e del bastone", sbloccando la fornitura di dati di alta qualità, inizialmente porta a una maggiore produttività. Ma una volta che la condivisione dei dati ha superato un livello ottimale, i responsabili del trattamento dei dati potrebbero iniziare a chiedersi se i loro concorrenti traggano vantaggio dai dati più di loro. Di conseguenza, alcune attività di raccolta ed elaborazione dei dati potrebbero essere ridotte, compromettendo i guadagni di efficienza.

Altrettanto importante, sostengono gli esperti dell'Università di Stanford, è il compromesso tra sicurezza e sviluppo.

Se i dati offrono un valore, come si può evitare che questi finiscano nelle mani sbagliate, vista la paranoia nazionale sulla loro sicurezza?

La Cina è ancora nelle prime fasi di attuazione della legge sulla protezione dei dati personali, della legge sulla sicurezza dei dati e ei regolamenti settoriali sulla loro classificazione (qui le traduzioni). I prossimi dettagli normativi sui cosiddetti "dati importanti" aiuteranno, dunque, a determinare quali di essi potranno essere condivisi e in che modo.

Riconoscere il valore economico dei dati ha sicuramente un'incidenza sul punto in cui i responsabili politici tracciano il confine tra sicurezza e sviluppo.

Inoltre, c'è un ulteriore fattore di incertezza, sostengono gli esperti. In questo contesto normativo in evoluzione, la questione principale della proprietà dei dati rimane un vuoto giuridico, nonostante il fatto che l'allocazione dei fattori dei dati guidata dal mercato dipenda da una serie di diritti sui dati chiaramente definiti.

Gli studiosi cinesi hanno opinioni che spaziano dal rifiuto totale della proprietà dei dati alle proposte di diritti stratificati. Se la proprietà dei dati dovesse essere introdotta, la conseguente esclusività avrebbe profonde ramificazioni per i partecipanti al mercato lungo il ciclo di vita dei dati e tra aziende concorrenti. La Cina non è né il primo né l'unico Paese a considerare l'innovazione legale nella proprietà dei dati, ma i risultati sono tutt'altro che chiari.

La proprietà dei dati è solo un tema da tenere d'occhio mentre la Cina costruisce un sistema di risorse di fattori di dati. Altri includono il modo in cui vengono definiti i diritti di possedere, utilizzare o trarre profitto dai dati. I titolari del trattamento parteciperanno agli scambi di dati come dimostrazione di allineamento con gli obiettivi statali o in base alle dinamiche di mercato?



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