Ucraina: la "no-fly zone" è atto di co-belligeranza anche per proteggere i corridoi umanitari


G Iuvinale

Negli ultimi giorni si sono susseguite, con sempre più insistenza, richieste di imporre una cosiddetta"no-fly zone" sui cieli ucraini. In particolare, l'Ucraina ha chiesto ripetutamente,

Foto: Getty images

sia agli USA che alla NATO, l'adozione di questa misura con il fine di contrastare l'aggressione russa, alleviare le sofferenze umanitarie e proteggere i civili ucraini che cercano di fuggire dai combattimenti.

Ma l'applicazione di una no-fly zone è un rischio inaccattabile per l'occidente perchè il suo rispetto richiederebbe, inevitabilmente, l'uso della forza militare. E questo si tradurrebbe, di fatto, in una entrata in guerra contro la Russia.

Da questo punto di vista, dunque, appare irrealizzabile anche la richiesta avanzata da alcuni firmatari di una lettera aperta con la quale si chiede di istituire una no-fly zone adattata all'unico scopo di proteggere i corridoi umanitari.


I rischi di una escalation nucleare

La Russia è una potenza militare con un enorme arsenale nucleare. Nella sua dichiarata paranoia, Putin ha già accennato al suo potenziale utilizzo in caso di escalation.

Come ben piegato dal professor Michael Schmitt della University of Reading School of Law in un suo recente paper dal titolo Clipped Wings: Effective and Legal No-Fly Zone Rules of Engagement, l'istituzione di "no-fly zone" richiederebbe una massiccia presenza (ed applicazione) di forze militari.

Gli Stati Uniti e la NATO sarebbero disposti ad usare la forza militare contro le risorse russe di aria e di terra?

Come detto, Putin ha già chiarito che i partecipanti alla no-fly zone sarebbero immediatamente considerati parte del conflitto armato.


L'aspetto operativo

Da un punto di vista operativo, come evidenziato da Mark Nevitt (Comandante, JAGC e professore associato di diritto presso il Syracuse University College of Law)

al suo livello più elementare, una no-fly zone è un'occupazione aerea di uno spazio geografico tridimensionale designato in cui sono vietati determinati tipi di voli.

Una no-fly zone è diversa dalle operazioni aeree più benigne che a volte possono verificarsi per aiutare a far rispettare le sanzioni economiche o prevenire la droga o il contrabbando illegale. Per imporre una no-fly zone, la superiorità aerea militare è un prerequisito per proteggere i piloti della NATO. Questo deve essere stabilito in anticipo. Ciò comporterà la distruzione di qualsiasi sistema di difesa aerea terrestre e combattimento aereo quando i caccia alleati verranno sfidati dai caccia russi. A causa della straordinaria portata dell'S-400 e del lungo confine della Russia con l'Ucraina, i combattenti alleati sarebbero esposti alle minacce terra-aria sia dalla Russia che dal territorio ucraino. La mancata distruzione della minaccia terra-aria espone i piloti statunitensi e alleati a rischi straordinari.

Quindi, prosegue Nevitt

se gli Stati Uniti e i loro alleati della NATO non sono disposti ad attaccare in anticipo le risorse russe, comprese le risorse all'interno della Russia, i loro aerei che pattugliano la no-fly zone sarebbero pesantemente esposti agli attacchi aerei e terrestri russi. Ancora una volta, ciò rappresenta un rischio significativo e inaccettabile per i piloti americani e alleati e corre il rischio di una massiccia escalation del conflitto.
Anche al di là della necessità di stabilire la superiorità aerea attaccando le risorse russe, l'applicazione di una no-fly zone richiederebbe un impegno di 24 ore degli aerei alleati.
Putin ha già detto che una no-fly zone equivale all'entrata in guerra della NATO. Sebbene non ci si possa fidare delle sue parole, il suo attacco su vasta scala all'Ucraina dimostra una scioccante sfrontatezza nella sua volontà di usare la forza. Semplicemente non possiamo presumere che Putin si tirerà indietro. Ancora una volta, una no-fly zone è un'escalation significativa e straordinaria che potrebbe comportare un allargamento del conflitto oltre i confini dell'Ucraina.
Alcuni funzionari hanno chiesto alla NATO e agli Stati Uniti di attuare una "zona di divieto di volo umanitaria" o "limitata" per proteggere gli ucraini in fuga. Non farti ingannare. Sebbene comprenda e condivida il nobile desiderio umano di alleviare la sofferenza umana, non c'è una differenza significativa tra una "no-fly zone" e una "no-fly zone umanitaria" in termini di rischio e attuazione escalation. E ci aspettiamo che Putin rispetti tali sfumature linguistiche? Indipendentemente dall'etichetta di no-fly zone, l'attuazione richiede la credibile minaccia della forza militare dove il rischio di un'escalation catastrofica e di errori di calcolo non può essere evitato.

Ciò è confermato, dice l'esperto, dai precedenti casi di no-fly zone, segnatamente quelli imposti nell'Iraq meridionale (operazione Southern Watch), nell'Iraq settentrionale (operazione Provide Comfort/Northern Watch), in Bosnia (Operazione Deny Flight) ed in Libia. In tuti questi scenari, infatti, dopo la sua istituzione si è generata una escalation e la forza militare è stata usata contro gli aerei alleati che hanno imposto le no-fly zone e gli aerei alleati hanno usato la forza in risposta.


L'aspetto giuridico: quali leggi si applicano e quali sarebbero le regole di ingaggio

Secondo le loro regole di ingaggio (ROE), le forze armate statunitensi e i partner alleati possono usare la forza letale o in risposta a un atto ostile o quando nemici dimostrato intenzioni ostili.

In caso di applicazione di una no-fly zone, da queste norme derivano una serie di questioni interpretative di difficile soluzione pratica, soprattutto con particolare riferimento alla definizione della cosiddetta soglia dell'intento ostile giustificativo di una risposta armata da parte degli USA o dell'ONU.

Inoltre, si chiede Nevitt quale sarebbe lo scopo esterno della missione? Questo includerebbe l'autodifesa collettiva dei civili ucraini e delle risorse militari, indipendentemente dalla minaccia? Ad esempio, gli aerei della NATO sarebbero autorizzati a usare la forza immediata – contro le forze aeree o terrestri russe – in difesa dei civili ucraini che erano sotto attacco?

Insomma, secondo gli esperti, una no-fly zone rappresenta un rischio inaccettabile sia per gli Stati Uniti che per la NATO. Sarebbe fonte di una massiccia escalation militare e di non improbabili errori di calcolo. E questo potrebbe portare all'impensabile: un impegno militare diretto e prolungato tra Russia e Stati Uniti, due grandi potenze nucleari.

Questo rischio non possiamo correrlo, dunque.

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