I vecchi che pensano ai giovani: la lezione della Germania

Stabilizzare l'economia, dare impulso alla ripresa economica e soprattutto investire nel futuro, sui giovani. Su di loro, infatti, punta la Germania per uscire, più forti di prima, dalla crisi generata dal coronavirus. Assistenza all'infanzia, rafforzamento dell'istruzione e della ricerca, sviluppo dell'intelligenza artificiale, digitalizzazione nell'economia e del sistema educativo, sviluppo della tecnologia quantistica e delle tecnologie di comunicazione 5G e, in futuro, 6G. Ecco i principali pilastri prospettici su cui si fonda il progetto di bilancio per il 2021 che il Gabinetto federale tedesco ha approvato ieri.

Il budget nazionale ha un volume totale di 413,4 miliardi di euro, quasi il 19% in meno rispetto a quello dell'anno precedente, ma comunque di 43 miliardi in più rispetto a quanto originariamente previsto.

Il governo tedesco sta contrastando gli impatti della crisi da COVID-19 con un'ampia iniziativa di investimenti pubblici. L'indebitamento finanziario netto, infatti, quest'anno sarà di 218 miliardi di euro circa (ciò ha comportato lo sforamento di 118,7 miliardi del limite previsto dalla normativa costituzionale).

La spesa per gli investimenti sarà di 55 miliardi di euro nel 2021 e di 48 miliardi l'anno per il triennio 2022 - 2024. I contributi delle assicurazioni sociali non saranno aumentati nonostante la spesa sociale sia cresciuta notevolmente nel corso della pandemia. Per la Germania nel prossimo anno, dunque, sarà nuovamente necessario contrarre debiti per riequilibrare il bilancio.

Il governo tedesco prenderà, infatti, in prestito un totale di 96,2 miliardi di euro, superando così in modo significativo il massimale di prestito stabilito dalla legge fondamentale tedesca.

Un record per la Repubblica federale di Germania.

E proprio per questo servirà la maggioranza dei membri del Bundestag il cui obiettivo finale deve essere quello di non far ricadere sulle generazioni future tale debito.

E qui, infatti, entra in gioco l'articolo 109 che, nel comma 3, impone il pareggio di bilancio con l'obiettivo di vietare l'indebitamento dello Stato a danno dei giovani.

Proprio per questo, a differenza di altri Paesi - Italia compresa - la Germania non ha un forte squilibrio generazionale che fa ricadere sui futuri cittadini le scelte effettuate in passato. Il principio del pareggio di bilancio, dunque, non è cosa nuova in terra teutonica ma, come riporta la professoressa Rita Perez ne “La nuova disciplina del bilancio in Germania” (in Giornale di diritto amministrativo, n. 1/2011), “è riconducibile a una regola di democrazia” poiché “non è tollerabile che i governi scarichino su quelli di domani i debiti derivanti dall'indirizzo politico perseguito”.

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