Germania: l'annus horribilis dei conti pubblici

Secondo la Bundesbank, nell'anno passato il rapporto debito/PIL è aumentato di 10,3 punti percentuali. E' l'incremento più alto dal 1990, anno della riunificazione tedesca


Gabriele Iuvinale

Il 2020 per la Germania si conferma l'annus horribilis dal punto di vista dei conti pubblici. Come riferisce la Bundesbank - la banca centrale tedesca - in una nota di questa mattina, il debito delle amministrazioni pubbliche, infatti, è aumentato di 275 miliardi di euro, arrivando a toccare il record di 2.332 miliardi.


Il rapporto debito / PIL, ovvero il rapporto tra debito e prodotto interno lordo nominale, è salito di 10,3 punti percentuali al 70%, il più netto aumento verificatosi nello spazio di un anno dalla riunificazione tedesca.

Nel 2019, invece, lo Stato tedesco, per la prima volta dal 2002, era riuscito a far scendere il rapporto debito / PIL 59,7%, quindi al di sotto del target del 60% imposto dal trattato di Maastricht.

A titolo di confronto, precisa la Banca centrale, durante la crisi del debito sovrano il rapporto debito / PIL era aumentato del 16,8% in due annualità (2009 e 2010) ed aveva raggiunto il massimo storico dell'82,5%, in parte dovuto all'assunzione di ampie attività di rischio dal settore bancario.



Poco più della metà dell'aumento del debito pubblico dello scorso anno può essere ricondotto ai deficit delle amministrazioni centrali, statali e locali e dei fondi di previdenza sociale, per un totale di 140 miliardi di euro, mentre le amministrazioni pubbliche hanno utilizzato l'altra metà per accumulare attività finanziarie - riserve di liquidità e prestiti di assistenza, in particolare.

Al di là dei meri dati sul debito pubblico, c'è da sottolineare, però, che nel confronto con gli altri Paesi europei, la Germania non avrà grandi problemi con ripartenza dell'economia. Ed il recupero sarà soprattutto trainato dalla esportazioni verso la Cina - la cui economia è in grande ripresa - della quale la Germania è la principale esportatrice tra gli Stati membri dell'Unione.

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