Il criptocomunismo: la terza via per l'oriente sino-russo

La Russia è sull'abisso. In Cina la transizione al criptocomunismo è a buon punto.


di Nicola Iuvinale

"Profecto utrumque vere dictum est, Homo homini Deus, & Homo Homini Lupus. Illud, si concives inter se; Hoc, si civitates comparemus....'.

Così Hobbes in De cive.

Così l'uomo antico e moderno; perché in lui non c'è solo l'homo homini lupus, ma convive anche l'homo homini deus.

Il Leviatano non si estingue; mai.

Dovrebbe estinguersi il genere umano.

Muta, si adatta, come il virus nel suo ospite. Non lo uccide, gli succhia la linfa vitale. Un parassita che vive in lui.

Che ha sete di conquista, di riprodursi per infettare.

Così anche la politica. O, se vogliamo, l'idea di Stato, di società, di economia.

Nella versione politica ultramoderna il Leviatano orientale sino-russo si sta evolvendo: nel criptocomunismo.

La terza via.

Nel secolo scorso si è combattuto per due visioni: da una parte la dittatura (rossa o nera) e dall'altra la democrazia (nelle sue varie sfumature).

Nessuna è prevalsa sull'altra.

No.

Perché la dittatura è sopravvissuta anche nei regimi dell'est; nel blocco sovietico e nella Repubblica Popolare Cinese (Repubblica perché mai.....).

Evolvendosi, mutando lentamente, adattandosi per sopravvivere e infettare, infettare.


Ma cos'è, allora, il moderno Criptocomunismo.

In molti me lo chiedono ed anche io cerco di interrogarmi sul significato.

Non è facile e non ho la presunzione della verità.

HIMO, lo potremmo definire così: la dittatura, comunista (fino alla variante socialista) consumistica (nelle varianti del capitalismo di stato o oligarchico).

Le moderne forme di capitalismo comunista.

Oggi la massima espressione ne è la Cina di xi jinping.

Ma lì non è ancora tutto definitivamente attuato.

No.

Il piano espansionistico verso l'occidente è pronto: attaccare il dollaro USA e scalzarlo dalle transazioni internazionali con lo yuan digitale e far crescere i consumi interni (consumismo).

Uno stravolgimento del sistema monetario internazionale.

Ma la strutturazione di un equo sistema monetario internazionale è, però, il presupposto indispensabile per la normalizzazione degli equilibri politici ed economici mondiali.

Poiché il tema, anche se di fondamentale importanza, costituisce un aspetto puramente tecnico della politica economica, esso presuppone a monte un discorso mondiale che deve necessariamente toccare aspetti essenziali di razionalità, di etica e culturali, perché, altrimenti, gli strumenti monetari impazziscono nelle mani di chi l'adoperano e non sono più strumenti al servizio della collettività, ma viceversa una grave minaccia alle stesse libertà fondamentali dei popoli.

La sostituzione del contante con moneta digitale di stato, emessa dalle banche centrali, è una gigantesca modifica del sistema monetario internazionale.

Me ne parleremo in un prossimo post.

L'impero Russo odierno.

La svolta al moderno criptocomunismo non è ancora definitivamente compiuta.

La Federazione Russia è, oggi, sulla via dell'abisso: lì l'idea imperiale si è scontrata con quella di civiltà.

Perché è il periodo più difficile e pericoloso per la Russia adesso?

Come spiegato dal politilogo Sergei Gorodnikov, direttore del Center for Global Policy Development, in una recente intervista alla Pravda, l'idea di civilizzazione è oggi più forte dell'idea imperiale.

Ma la Russia non ha tempo per le lotte interne.

Ora stanno attraversando la fase oggettiva del crollo dell'attuale dannoso regime oligarchico e del passaggio alla formazione finale del "capitalismo comunista".

E questo tipo di capitalismo modellerà la società nazionale borghese.

"E ora stiamo vivendo la fase più pericolosa in cui possiamo perire come stato. Proprio come l'impero di Napoleone, nonostante il suo genio, come il regime di Milosevic in Jugoslavia. Questo è il periodo più pericoloso per lo stato, quando il vecchio sistema di governo feudale sta crollando e quelli borghesi, basati sugli interessi di un numero enorme di proprietari, non sono ancora stati creati".

Questa rivoluzione nazionale borghese non è ancora avvenuta, una società nazionale borghese non è ancora stata creata. Pertanto, in questo momento la Russia può essere schiacciata.

Tutti i segnali indicano che il Paese ha esaurito le sue risorse per prolungare la politica perseguita negli ultimi 30 anni.

Allora, si deve attuare la formazione finale del capitalismo a spese dello Stato.

La mutazione nel Criptocomunismo moderno.


Il politilogo afferma che bisognerebbe passare ad una "nuova struttura statale, a nuovi rapporti sociali di produzione, a un nuovo pensiero, a un nuovo sistema di gestione politica e amministrativa, fondamentalmente diverso dal precedente".

Altrimenti l'impero Russo non avrà le capacità di sopravvivere, saranno fatti a pezzi, come con la Jugoslavia dilaniata e trasformata in una colonia.

"Ora tutto ciò che viene fatto in Russia è geopolitica. Perché la Russia è sull'orlo del collasso. La Jugoslavia è stata semplicemente distrutta, soggiogata dalla brutale forza militare. La nostra capacità di difesa è incomparabilmente superiore" sostiene Gorodnikov.

La capacità di difesa dell'Unione Sovietica era di un ordine di grandezza superiore a quella della Russia attuale, ma lo stato è crollato perché è stato distrutto dall'interno.

"E la Jugoslavia non è crollata a causa dell'America".

Per il politologo, la Jugoslavia è crollata principalmente a causa del fatto che le nuove giovani generazioni sono diventate "borghesi", non hanno voluto combattere la NATO.

E neanche le generazioni Russe più giovani vogliono combattere la NATO.

Per i giovani russi ora "l'America" è ideologicamente più vicina rispetto alla Cina, Iran, Turchia e altri alleati naturali e potenziali della Russia.

"L'America è più trasparente e più attraente per i giovani".

Ma ci sono leggi oggettive di sviluppo; di strade da seguire per la sopravvivenza.

Gorodnikov fa un esempio riportandosi all'impero più grande e duraturo della storia.

"Un paese apparentemente forte, grande, era l'Impero Romano.

Ma poi vennero alcuni barbari e distrussero, senza alcuna resistenza.

Ed è stato distrutto perché i romani semplicemente non volevano combattere. Non volevano litigare, si sono rilassati. E allo stesso modo, tutti gli imperi crollano. Non esiste un impero che ha vissuto per oltre 600 anni".

E tutti gli imperi stanno crollando, dovendo necessariamente mutare, riorganizzarsi, espandersi.....

E, restando ferma sul comunismo oligarchico, crollerà anche la Russia perché si è trasformata in un'altra forma rispetto a quella originaria.

L'attuale oligarchia comunista.

Tuttavia, per il politologo, ci sarebbe una via d'uscita da questa catastrofe: una transizione verso lo sviluppo della civiltà, perché il suo sviluppo è lo stadio più alto di un impero comunista.

"La transizione allo sviluppo della civiltà richiede una transizione rapida e accelerata al capitalismo. Cioè, una rivoluzione di mentalità borghese per la rapida trasformazione dell'intera struttura statale".

Questa sarebbe l'unica via d'uscita, l'unica idea nazionale, che unirà e che comprenderà l'esistenza e la resistenza al mondo circostante.

In due parole la transizione dall'oligarchia comunista al comunismo sociale capitalistico (consumistico).

In pratica al criptocomunismo moderno.

L'occidente è avvertito.


58 visualizzazioni0 commenti