Inizia il conto alla rovescia per il delisting delle imprese cinesi dalla borsa USA

La SEC statunitense spinge per per accelerare il disaccoppiamento finanziario tra Stati Uniti e Cina. Chi ci guadagnerà?


di N. Iuvinale

Il Wall Street Journal ha riportato in un articolo di due giorni fa che dopo il lungo stallo tra Stati Uniti e Cina sull'ottenimento dei registri di audit delle società cinesi, i regolatori statunitensi hanno avviato un conto alla rovescia per costringere le società cinesi a ritirarsi dalla borsa degli Stati Uniti.

Questa mossa accelererà il disaccoppiamento delle le due principali economie del mondo.

Sono interessati investitori che detengono più di 200 titoli societari cinesi quotati, con un valore di mercato totale di circa US $ 2 trilioni.

Alla fine del 2020, il presidente degli Stati Uniti Trump ha firmato il Foreign Company Accountability Act, che vieta alle società straniere la negoziazione nel mercato azionario statunitense, quando non sono state in grado di consentire ai regolatori statunitensi il controllo dei documenti di revisione per tre anni consecutivi.

Il rapporto afferma che la Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti sta ultimando i dettagli del provvedimento e le relative regole.

Il presidente della SEC, Gary Gensler, ha dichiarato che il conto alla rovescia inizierà quest'anno.

La SEC annuncerà un elenco di società cinesi che non hanno ottenuto i documenti di audit finanziario del 2021 nel 2022.

In previsione di ciò, alcuni investitori hanno convertito le proprie ricevute di deposito americane (ADR) detenute da società cinesi, in azioni quotate sul mercato azionario di Hong Kong.

Inizia la fuga dei capitali.

Il rapporto ha sottolineato che entro la fine del 2020 Wisdom Tree Investments, una società di gestione di fondi di New York, ha sostituito l'ADR di Alibaba Group con le sue azioni quotate a Hong Kong.


L'esperto di investimenti quantitativi della società Liqian Ren ha affermato che la società sta prestando molta attenzione a Hong Kong per determinare se l'ADR di un'altra società debba essere convertito.

Wim-Hein Pals, capo del team azionario dei mercati emergenti di Robeco, una società di gestione patrimoniale olandese, ha affermato che tra la fine dell'anno scorso e l'inizio dell'anno avrebbe scambiato tutti gli ADR cinesi con azioni quotate a Hong Kong.

L'ADR cinese ora rappresenta solo l'1,5% del suo portafoglio di 1,4 miliardi di dollari nei mercati emergenti.

Ha previsto: "Nei prossimi anni assisteremo a un flusso graduale e continuo di liquidità verso Hong Kong, e sempre più investitori si rivolgeranno a società cinesi quotate a Hong Kong, ignorando i titoli di società collegate quotate negli Stati Uniti".

Secondo il WSJ, in base ai dati della Borsa di Hong Kong, da quando Alibaba è stata quotata a Hong Kong per la seconda volta alla fine del 2019, altre 15 società cinesi quotate negli Stati Uniti hanno aderito al cosiddetto ritorno a Hong Kong.


Dati recenti mostrano, infatti, che la maggior parte delle transazioni avviene in ADR cinesi.

Intanto gli investitori statunitensi hanno investito sulla borsa statunitense trilioni di dollari in entità cinesi a "Variable Interest Entities" (VIE) senza saperlo. Sono contratti illegali secondo la legge di Pechino e potrebbero essere chiusi dai regolatori cinesi in qualsiasi momento.

"China Unbound. A new world disorder". Questa è una dimostrazione dell'ascesa globale dell'autoritarismo di Pechino.

Qui l'artico lo sulle "Variable Interest Entities": le "VIE" della seta sono finite.


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