Intelligence australiana sventa tentativo cinese di finanziare i candidati laburisti alle elezioni

ASIO, i servizi di sicurezza australiani, hanno scoperto e impedito un complotto della Cina per finanziare i candidati laburisti alle elezioni federali in Australia. "Questo caso ha coinvolto un ricco individuo che ha mantenuto legami diretti e profondi con un governo straniero e le sue agenzie di intelligence" conferma l'agenzia australiana


di Nicola Iuvinale

Un grave complotto orchestrato da Pechino per finanziare i candidati laburisti del New South Wales alle elezioni federali di quest'anno è stato sventato dall'ASIO.

Il tentativo di interferenza straniera cinese è stato segnalato per la prima volta dal capo dell'ASIO (i servizi di sicurezza australiani) Mike Burgess mercoledì, quando ha avvertito che "molte nazioni straniere stavano prendendo di mira tutti i livelli di governo in Australia".


La testata ABC e ASIO hanno confermato che una figura d'affari in Australia con profondi legami con la Cina ha agito come un "burattinaio" per finanziare potenziali candidati laburisti federali nel NSW che sarebbero "solidali con Pechino"; quindi agirebbero per conto e nell'interesse di una nazione straniera.

Il Primo Ministro e il Leader dell'opposizione sono stati entrambi informati della fallita operazione.

Il leader laburista Anthony Albanese ha insistito sul fatto che i potenziali candidati corteggiati dalla Cina non sono stati alla fine selezionati dal suo partito e il tentativo di interferenza straniera sui laburisti non ha avuto successo.

"Il burattinaio ha usato un dipendente per agire. L'inganno premeditato, deliberato e la segretezza sulla connessione con il governo straniero è ciò che riconduce il caso nell'ipotesi di interferenza straniera. A questo punto, l'ASIO ha agito. Il nostro intervento ha assicurato che il piano non fosse portato a termine e che il danno fosse evitato".

Durante le interrogazioni di ieri, il ministro della Difesa Peter Dutton ha accusato i laburisti di essere il partito preferito della Cina nelle elezioni di quest'anno.

L'ambasciata cinese a Canberra non ha ancora commentato l'accaduto, mentre l'ambasciata russa si rifiuta di commentare ciò che descrive come "sentito dire" sulla sua ingerenza nella politica australiana.

Ormai è evidente il piano della Cina di interferire negli affari interi di altri Stati; recentemente è stato scoperto anche il caso della pia cinese al parlamento inglese.

E in Italia?

Tutto tranquillo?

Fonte abc.net e ASIO

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