Ucraina: i soldi europei e la "grande corruzione"

G. Iuvinale

Una relazione speciale della Corte dei conti europea sostiene che in Ucraina imperversano ancora la "grande corruzione" e la "cattura dello Stato", nonostante il sostegno concreto dell'UE.


L’Unione europea, dice la Corte, ha cercato di combattere la corruzione nel Paese considerando questa lotta una priorità trasversale e convogliando fondi e interventi in svariati settori, dall’ambiente concorrenziale al sistema giudiziario e alla società civile. Il sostegno fornito e le misure attuate finora, però, non hanno prodotto i risultati attesi.

Nel documento europeo la “grande corruzione” viene definita come l’abuso di potere ad alto livello a beneficio di pochi che reca danni gravi e diffusi ai singoli cittadini ed alla società. Inoltre, ostacola la concorrenza e la crescita e pregiudica il processo democratico. Gli oligarchi e gli interessi costituiti sono le cause più profonde di tale corruzione.

Per questo, la Corte giunge a formulare una serie di raccomandazioni per migliorare il sostegno offerto dall’UE. In particolare, sostiene, andrebbero definite e attuate azioni specifiche mirate non solo a contrastare la grande corruzione (compresa la struttura oligarchica), ma anche a contribuire alla rimozione degli ostacoli alla libera e leale concorrenza.


Ucraina: un partner strategico per l’UE

L’Ucraina è un partner geopolitico e strategico per l’Unione europea. Si avvale dello strumento europeo di vicinato, che presuppone il rispetto dello "stato di diritto". Dal 2014 la Commissione europea ha impegnato circa 5,6 miliardi di euro per programmi di assistenza macrofinanziaria e 2,2 miliardi di euro per programmi di assistenza.

Da oltre 20 anni l’Unione sostiene anche un programma di riforme, tra cui la lotta alla corruzione. In Ucraina la grande corruzione e la cattura dello Stato sono endemiche. Ogni anno la corruzione fa perdere decine di miliardi di euro. Nel cercare di risolvere questo problema, la Commissione europea, il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) e la missione consultiva dell’UE hanno sostenuto varie riforme per rafforzare lo Stato di diritto e contrastare la corruzione nel Paese.

Nel marzo 2014, inoltre, la Russia ha annesso la Crimea e Sebastopoli e nell’Ucraina orientale ha avuto inizio un conflitto armato. In conseguenza di ciò, l’UE ha anche adottato misure restrittive contro i responsabili di azioni volte a compromettere l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza del vicino Paese.


La corruzione

Da molto tempo l’UE è a conoscenza delle connessioni tra oligarchi, alti funzionari, politici, sistema giudiziario e imprese statali. Tuttavia – osserva la Corte – non ha sviluppato una strategia concreta per contrastare la grande corruzione. I flussi finanziari illeciti (compreso il riciclaggio di denaro), ad esempio, sono colpiti solo marginalmente. Inoltre la Commissione europea è stata eccessivamente indulgente nelle sue relazioni, dando luogo a valutazioni troppo favorevoli. La Corte cita, come esempio, il sistema di esenzione dall’obbligo del visto. Il funzionamento di questo sistema non è stato rivisto, benché non fossero soddisfatte due delle tre condizioni a cui è subordinato il sostegno UE.


Il sostegno dell'UE

Sul campo, gli aiuti dell'Unione hanno prodotto risultati solo limitati. Il sostegno erogato per combattere strutture e comportamenti anticoncorrenziali si è concentrato sul governo societario e sull’allineamento della legislazione ucraina alle norme UE. Ad eccezione delle sovvenzioni per le fonti d’informazione e gli attivisti indipendenti, il sostegno UE non è stato mirato a individuare i sistemi di grande corruzione che vedevano il coinvolgimento di imprese pubbliche. Invece, dal momento che così tante imprese in Ucraina costituiscono monopoli od oligopoli corrotti, l’UE avrebbe dovuto intraprendere, a giudizio della Corte, un’azione più diretta per rimuovere gli ostacoli a una concorrenza libera e leale.

Neanche il sostegno UE alla riforma del sistema giudiziario ha prodotto risultati sufficienti, dice l'Organo di controllo, anche se i progetti europei hanno contribuito a riscrivere la costituzione ucraina e un gran numero di leggi. Hanno anche favorito la creazione di una nuova Corte suprema, come riconosce la Corte dei Conti.

Questi traguardi, tuttavia, sono messi costantemente a repentaglio da innumerevoli tentativi di eludere le leggi e annacquare le riforme, causando importanti battute d’arresto che le misure dell’UE non sono state in grado di mitigare.

Sotto accusa, inoltre, finiscono anche le principali istituzioni anticorruzione che la stessa UE ha contribuito ad istituire. Per i casi di corruzione ad alto livello, dice la Corte l’intero sistema di indagine, imputazione e condanna è molto fragile. Benché l’Alta Corte anticorruzione abbia iniziato a mostrare risultati promettenti, la sua efficacia, indipendenza e sostenibilità sono messe continuamente in discussione. Altro esempio citato al riguardo è l’ente nazionale anticorruzione. Seppur tuttora operativo e indipendente anche grazie al sostegno politico dell’UE, rimane sotto costante minaccia e le sue decisioni dipendono da fattori quale l’operato dei pubblici ministeri e della polizia scientifica. Basta un solo anello debole nella catena istituzionale, avvisa la Corte, perché l’intero sistema non funzioni più adeguatamente.


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