Una storia di ordinaria lentezza

di Nicola Iuvinale

In un precedente post si è detto dei ritardi accumulati nell'iter di approvazione dei Piani di riordino delle reti ospedaliere regionali.

Ciò ha causato, a cascata, un ritardo anche nella conclusione di procedure successive, come quelle per l'acquisto delle attrezzature mediche delle terapie intensive che andavano tarate in funzione dei fabbisogni regionali.

Il primo di ottobre il Commissario Straordinario, Domenico Arcuri, - preso atto che gli interventi sono ad uno stadio di sviluppo e avanzamento tra loro eterogeneo (i.e., sono da progettare e verificare e/o da eseguire e/o da collaudare), con procedura di massima urgenza, e relativo disciplinare, avvia l'iter per l'attuazione dei citati Piani regionali, con l'esecuzione delle opere di adeguamento o di ristrutturazione degli ospedali – quali le aree mediche destinate alle terapie intensive e semi-intensive, la separazione dei percorsi e la ristrutturazione delle aree di pronto soccorso. Sempre nel mese di ottobre, vengono anche delegati i Presidenti delle regioni che, nel frattempo, ne avevano fatto richiesta.

A seguito dei Provvedimenti di assegnazione e delle conseguenti Proposte di aggiudicazione formulate dal Responsabile del procedimento in data 25 – 27 ottobre 2020, il Commissario Arcuri, tra la fine di ottobre e gli inizi di novembre, ha emanato il decreto di aggiudicazione, con il relativo allegato. In esso, suddiviso per Regioni, vengono indicati anche l'importo delle opere e l'elenco delle ditte aggiudicatarie.

Ovvio che dove c'è la delega dei Presidenti regionali, i tempi tenderanno inevitabilmente a dilatarsi. Le opere, infatti, andranno appaltate, acquisite le relative autorizzazioni, ultimate e collaudate.

Ma i ritardi burocratici, come vedremo, si sono registrati anche nelle procedure per l'acquisto delle attrezzature medicali, per l'allestimento di posti letto per le terapie intensive e sub-intensive e per acquisizione dei veicoli attrezzati per il trasporto di pazienti affetti da Covid. Procedure, queste, facenti capo alla struttura commissariale.

Quanto alla prima (acquisto attrezzature), l'iter è stato avviato in estate ed i dati dei fabbisogni delle Regioni sono stati definitivamente acquisiti il 17 settembre scorso. Il Commissario Straordinario il 12 ottobre – a distanza cioè di quasi un mese - ha trasmesso una lettera di invito ai 129 operatori economici che avevano manifestato interesse in risposta all'Avviso del 24 luglio.

Si giunge così al 2 novembre, giorno in cui Arcuri ha emanato il decreto di abilitazione ed istituzione dell'elenco dei fornitori, con il quale i soggetti attuatori possono procedere all'acquisto delle attrezzature medicali (ad esclusione dell'acquisto ventilatori per terapia intensiva e semi - intensiva il cui approvvigionamento e distribuzione sono gestiti direttamente dal Commissario in modalità centralizzata).

Per quanto attiene, invece, la fornitura di ambulanze ed automediche per il trasporto di pazienti affetti da Covid, il 17 settembre Invitalia ha chiesto alle Regioni maggiori informazioni riguardo i fabbisogni, ma le relazioni sono state acquisite solo il 12 ottobre. Anche qui, dunque, a distanza di quasi un mese dalla richiesta.

Il 22 ottobre è stato pubblicato l'Avviso per la presentazione delle relative offerte vincolanti, ma solo a novembre inoltrato, a conclusione della procedura, è stato emanato il decreto di istituzione ed abilitazione dei fornitori, che consente l'acquisto delle ambulanze, delle auto-mediche e delle dotazioni accessorie.

Nel frattempo, la seconda ondata della pandemia è in piena espansione ed oggi, 24 novembre, quasi tutta Italia è in zona rossa.

Gli operatori sanitari e gli ospedali sono in piena emergenza e scarseggiano anche le ambulanze.

Ma la struttura Commissariale non era nata per garantire rapidità di intervento e velocità nella risoluzione dei problemi?


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