L'insostenibile leggerezza di Joe Biden

La politica estera dell'amministrazione USA è un totale fallimento. Consegna l'Europa nelle mani di Putin e di Xi Jimping. Pagheremo la dipendenza energetica dalla Russia e quella delle terre rare dalla Cina indispensabili per la transizione energetica


di Nicola Iuvinale

Se si paragonassero l'amministrazione Biden e il suo capitano ad una squadra di calcio, la prestazione sulla politica estera potrebbe ritenersi fino ad oggi di sicura retrocessione.

Tre le sconfitte decisive: la capitolazione dell'oleodotto russo Nord Stream 2, la prostrazione degli Stati Uniti ai "niet" del Cremlino sulle basi militari in Asia centrale e la "confisca" di minerali fondamentali in Afghanistan da parte del Partito comunista cinese.

La squadra, pubblicizzata per la sua brillantezza, è stata fino ad oggi caratterizzata dalla totale inettitudine.

Joe Biden si è candidato alla presidenza come falco, controllore, sulla Russia, promettendo una dura risposta al comportamento scorretto del Cremlino.

Invero, la sua amministrazione è stata una manna per Mosca e la sua politica energetica.

Il gasdotto Nord Stream 2 (NS2) che collega Russia e Germania è una delle principali priorità geostrategiche del Cremlino.

L'amministrazione Trump aveva imposto sanzioni paralizzanti che di fatto ne avevano fermato la costruzione.

Biden ha rinunciato a queste sanzioni.

Il presidente russo Vladimir Putin ha un'amicizia di lunga data con il CEO di NS2 che risale ai suoi giorni come ufficiale del KGB, il che dimostra l'importanza che Mosca da a questo progetto.

Questo gasdotto aggirerà e destabilizzerà ulteriormente l'Ucraina, privando Kiev dei proventi di transito disperatamente necessari e renderà l'Europa dipendente dall'energia russa (sostengono Russell A. Berman e Ricky Gill dell'Hoover Institution).

La Russia ricava decine di miliardi di dollari, di valuta forte, ogni anno dalle vendite di energia, finanziando gran parte della loro attività nefaste a livello globale.

L'amministrazione Biden pur parlando di atlantismo, rende così l'Europa (insieme alla Germania della Merkel) ostaggio dalle macchinazioni russe nel mercato del gas, soprattutto con l'avvicinarsi dell'inverno.

E' Il duro gioco di Putin per ottenere le approvazioni finali dell'Unione Europea per NS2.

Quindi, cosa spiegherebbe la capitolazione di Biden su NS2?

Potrebbe aver sentito di dover alla cancelliera tedesca Angela Merkel una concessione gratuita su NS2 mentre lasciava l'incarico?

Ma la mossa è fallita a causa dei risultati delle recenti elezioni tedesche.

La più grande economia in Europa avrà presto un nuovo governo di coalizione, incluso il Partito dei Verdi, che si oppone all'oleodotto russo che il presidente degli Stati Uniti ha appena fatto passare.

La decisione NS2 è ancora più bizzarra se vista nel contesto della politica interna statunitense.

La eliminazione perentoria dell'oleodotto Keystone XL e la soppressione del settore petrolifero e del gas americano hanno deteriorato l'indipendenza energetica, che torna a vantaggio di Putin e danneggia anche la sicurezza nazionale USA.

La Russia ha più che raddoppiato le sue vendite negli Stati Uniti da quando Biden è entrato in carica e gli Stati Uniti sono ora il primo cliente per i prodotti petroliferi russi.

Ma gli Stati Uniti hanno ricevuto qualcosa in cambio di questa abietta resa a Putin?

Al contrario, quando i funzionari statunitensi si sono rivolti ai paesi dell'Asia centrale per aprire installazioni militari statunitensi in Uzbekistan o Kirghizistanin, la Russia ha risposto che non avrebbe tollerato installazioni USA in quei paesi.

I cinesi hanno anche loro trovato il modo di sfruttare l'incompetenza di Washington.

Il settore minerario delle terre rare afgane, stimato tra $ 1 e $ 3 trilioni.

Questi minerali sono vitali per la transizione energetica, compresa la produzione di veicoli elettrici; già pochi giorni dopo la partenza degli Stati Uniti, il ​​governo cinese stava facendo aperture ai talebani su progetti minerari in joint venture.

La leadership della politica estera di Biden ha regalato queste preziose riserve a Pechino.

Come i russi, i cinesi stanno beneficiando della debolezza di Biden sul NS2, perché il porto tedesco di Mukran sul Mar Baltico, dove sono immagazzinati i materiali dell'oleodotto, occupa un posto di rilievo nella Polar Silk Road di Pechino.

Un'amministrazione, quella di Biden che spinge per un piano infrastrutturale e iniziative di energia verde negli Stati Uniti che si basano sulla produzione cinese di pannelli solari.

In questa epoca di grande competizione per il potere, l'amministrazione Biden deve essere ritenuta gravemente responsabile per la sconfitta politica sugli oleodotti, sulle basi militari e sulle risorse minerarie.

Pagheremo tutti; anzi lo stiamo già facendo.

Ripreso dall'articolo: On Russia, Joe Biden Has Struck Out di Russell A. Berman e Ricky Gill pubblicato sul The National Interest.

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