La Cina e la sua ambizione di creare un ecosistema commerciale globale "intelligente" e integrato

Pechino è molto avanti nello sviluppo di questo mega progetto tecnologico integrato nell'economia interna e internazionale. Quello che sta diventando sempre più chiaro è che, nel breve e medio termine, è sempre più evidente che per commerciare con la Cina sarà necessario far parte del loro progetto IT. Ovviamente utilizzando la tecnologia informatica della Digital Silk Road e la futura valuta digitale di stato di Pechino la "eCNY"


di Nicola Iuvinale

La Cina sta influenzando la connettività marittima globale.

Decenni di crescita economica e la priorità del governo hanno consentito a Pechino di posizionarsi al centro del commercio marittimo globale.



La storia insegna che chi controlla i traffici marittimi globali controlla il mondo.

La politica di potenziamento della connettività marittima ha portato notevoli vantaggi economici alla Cina e ha accresciuto l'influenza di Pechino sul flusso di merci in tutto il mondo.

Tra gli 11 porti più importanti al mondo quelli cinesi vantano un punteggio medio di connettività di 60,6, che è significativamente superiore al punteggio medio dei porti statunitensi (44,5).

Ciò significa maggiore produttività in tempi molto più brevi.

I leader cinesi stanno spingendo per sfruttare le risorse della nazione, per rafforzare ulteriormente la connettività, con un programma chiave sulla gestione e il miglioramento delle infrastrutture portuali a livello mondiale.

La Cina controlla i più importanti porti europei e mondiali.

L'Italia è un obiettivo strategico e la presenza e l'influenza cinese si sono ampliati in tutti gli stati membri della NATO attraverso giganteschi progetti concepiti nel quadro dell'iniziativa Belt and Road lanciata dal presidente Xi Jinping.

Ne abbiamo parlato in questa puntata di Prediche Moderatamente Utili.

Ma v'è di più.

La potenza della Cina risiede non solo sul controllo dei porti e delle rotte, ma anche attraverso lo sviluppo di tecnologia informatica della Digital Silk Road e della valuta digitale di stato, l'eCNY, che verranno "imposte" a livello globale.

Esaminando la strategia fintech nazionale del PCC si nota di come il settore privato stia lavorando per rendere l'economia cinese più intelligente.

Principalmente è una questione interna, ma è altamente probabile che tale politica monetaria si ripercuota anche in quella estera, dato che la Cina sta spingendo il resto del mondo a seguire il suo percorso tecnologico.

L'attenzione di Pechino per il fintech è una mossa geopolitica, in una gara mondiale nella quale vincerà la nazione che avrà i "big data" migliori. E se l'economia digitale globale dovesse evolversi in beve tempo, come inevitabile nel seguire l'innovazione tecnologica della Cina, ciò darà al PCC molto più potere contrattuale nel commercio internazionale. Per commerciare con la Cina sarà necessario far parte del suo progetto IT.

"L'iniziativa Digital Silk Road di Pechino pur essendo diversa da molti progetti di piattaforme di condivisione dei dati in tutto il mondo, qualcosa ci dice che con essa si dovrà fare i conti nei prossimi anni".

Andre Wheeler CEO di Asia Pacific Connex, ce ne parla in un articolo di oggi.

Negli ultimi tempi ci sono stati enormi progressi per quanto riguarda gli sviluppi dei porti e delle spedizioni intelligenti a livello globale.

"Ciò che è incoraggiante è stato il progresso raggiunto con lo sviluppo di standard di dati comuni e il numero di ecosistemi portuali che hanno fatto progredire la piattaforma di condivisione dei dati e le API associate che consentono il trasferimento sicuro dei dati".

L'architettura è sempre più in atto, stabilendo lo standard per lo scambio di dati. Ulteriori progressi in questo spazio digitale vengono ad esempio dal porto di Jeddah in Arabia Saudita.

Sebbene questi sviluppi digitali siano i benvenuti perché migliorano l'efficienza, la connettività e lo scambio di informazioni, il problema che non viene affrontato direttamente è come si interfaccerà con Belt and Road (BRI) e Digital Silk Road (DSR) della Cina.

Questi sviluppi tecnologici del mondo "occidentale", afferma Wheeler, hanno tenuto conto dell'attuale megatrend proveniente dalla Cina, vale a dire la crescente influenza della Digital Silk Road (DSR) cinese sulla catena di approvvigionamento e sul commercio.

"Questa importante tendenza vede la Cina creare un'unica piattaforma digitale che integra perfettamente tutti gli scambi lungo la BRI".

A prima vista, il DSR sembra relativamente benigno poiché tutti i fornitori di logistica e supply chain globali stanno lavorando, senza soluzione di continuità, per raggiungere l'obiettivo della integrazione digitale.

Ci sono vantaggi significativi ed evidenti da questo livello di integrazione informatica, in particolare per il trasferimento, tra entità commerciali, di dati e informazioni che accelererebbero gli scambi.

"L'accesso a un database centrale riduce i vincoli di tempo e di arretrato che si trovano comunemente nell'attuale scambio di documentazione manuale, come polizze di carico, lettere di credito e sdoganamento".

L'approccio "del sistema aperto" da parte dell'Occidente alla digitalizzazione e alla creazione di scambi e catene di approvvigionamento intelligenti attraverso l'integrazione di dati/sistemi è progredito.

Nonostante la costruzione di reti di scambio di dati, l'implementazione è però rallentata e l'accordo sugli standard dei dati è stato reso problematico dalla tutela di "big data indipendenti" che girano in questa rete digitale aperta.

Wheeler ritiene che, "mentre il passaggio dallo scambio di dati EDI agli scambi di API si concentra sui problemi di sicurezza informatica attraverso l'incorporazione di protocolli di sicurezza efficaci, la Cina è molto avanti nella sua ambizione di creare un ecosistema commerciale "intelligente" integrato che controlla da Pechino".

"La sua piattaforma di aggregazione dei dati chiusa pone importanti questioni di sicurezza del commercio, dei trasporti e della catena di approvvigionamento per coloro che cercano di diversificare il commercio al di fuori della Cina e della sua BRI. Questo sta cambiando radicalmente il modo in cui viene condotto il commercio con la Cina".

La piattaforma Digital Silk Road ha il compito di coordinare e facilitare l'integrazione digitale di tutti i fornitori che conducono scambi lungo l'ecosistema regionale BRI. In parole povere, non si tratta solo di creare porti e/o città intelligenti ma, invece, di creare un ecosistema commerciale digitale regionale e/o globale.

Il DSR è una piattaforma costruita lungo una singola spina dorsale e uno scheletro digitale, essenzialmente di proprietà e controllata dal Partito Comunista Cinese. I dati chiave sono archiviati, diffusi e controllati centralmente da uno strumento statale a Pechino anziché in data warehouse accessibili in modo neutrale o archiviazione di dati basata su cloud.

Ciò sta interrompendo gli attuali sviluppi digitali intrapresi dal settore marittimo.

E' particolarmente importante se si considera che i punti di unione dell'area economica della Via della Seta e della Via della Seta Marittima del 21° secolo sono in gran parte porti, molto dei quali controllati da Pechino.

La componente centrale della strategia attorno a questi punti di fusione è lo sviluppo dell'infrastruttura fisica all'interno di un quadro digitale; "Vediamo sempre più spesso che la Cina esercita pressioni su tutto il commercio internazionale per conformarsi e connettersi con il suo quadro digitale al commercio con Pechino" dice Wheeler.

"Strategicamente, la Cina sta riallineando il commercio in modo tale da obbligare sempre più i partecipanti a conformarsi agli standard IT cinesi".

Il DSR sta svolgendo sempre più un ruolo centrale nello sviluppo di un pacchetto completo che includa il dialogo politico, il sostegno finanziario, il commercio senza ostacoli e lo scambio interpersonale. Questo approccio "team China" prevede che tutti i dispositivi/servizi dell'utente finale si interfacciano lungo un corridoio di infrastruttura digitale centrale/comune che includa piattaforme basate su cloud.

Ci sono diversi indicatori del fatto che la Cina sta "incoraggiando" o potremmo dire "imponendo" le spedizioni globali ad attraccare nella loro piattaforma.

Un esempio di ciò è stata l'introduzione della legge cinese sulla sicurezza dei dati e della legge sulla protezione delle informazioni personali che ha effettivamente bloccato l'accesso degli utenti occidentali ai dati AIS in base alla sicurezza nazionale. In alcuni casi, la navigazione ha perso fino al 90% dell'accesso ai dati AIS, con un impatto sulla visibilità delle navi nelle acque cinesi.

Un'ulteriore preoccupazione sono i recenti passi della Cina per sostituire la tecnologia statunitense / occidentale con fornitori locali.

Conosciuta come la "whitelist di Xinchuang", dice Wheeler, "offre a Pechino la leva per sostituire le aziende tecnologiche straniere in settori sensibili".

"Hanno già costretto Amazon Web Service e Microsoft a creare joint venture per operare con la Cina continentale. Il comitato Xinchuang è supervisionato dal Ministero dell'Industria e della Tecnologia dell'Informazione e dalla China Electronics Standardization Association".

Un'altra preoccupazione è la bozza delle regole per il trasferimento dei dati della Cybersecurity Administration of China del 29 ottobre 2021.

Il titolo "Misure di valutazione della sicurezza del trasferimento dei dati in uscita" elenca 18 articoli.

L'articolo 4 delle misure richiederebbe che tutte le trasmissioni di dati in uscita siano sottoposte a valutazioni di sicurezza del trasferimento.

L'articolo 16 va oltre, consentendo al dipartimento statale per la sicurezza informatica di "cancellare" unilateralmente il trasferimento di dati in uscita e le attività di condivisione. Purtroppo, non specifica quali dati costituiscano un "rischio per la sicurezza nazionale" e quindi tutto è rimesso alla libera valutazione di Pechino.

"Ciò che non è più in questione non è più se la tecnologia verrà utilizzata nei porti sostenuti dalla Cina, ma quando non sarà più possibile per il commercio marittimo globale operare al di fuori del DSR cinese, cedendo il controllo e la proprietà dei dati a Pechino".

L'autore ci racconta che, ad esempio, la soluzione "Smart Port" di Huawei si concentra su quattro aree chiave: sdoganamento, comando collaborativo visualizzato, comodi sistemi di sdoganamento e gestione dei porti.

Ciò solleva questioni strategiche, in particolare su come possono competere le compagnie di navigazione e tecnologiche europee.

È possibile che gli standard API (Application Programming Interface) e Electronic Data Interchange (EDI) consentano ai diversi sistemi di dati operativi di comunicare in modo sicuro con il DSR cinese?

La recente iniziativa Build Back Better infrastrutturale introdotta dal G7 potrà offrire un'infrastruttura/alternativa digitale praticabile alla BRI cinese?

"Quello che sta diventando chiaro è che nel breve e medio termine, è sempre più evidente che per commerciare con la Cina sarà necessario incorporare la tecnologia "occidentale" nel loro Digital Silk Road".

Ma v'è di più.

La moneta intelligente della Cina; la sua valuta digitale di stato nota come "eCNY" o renminbi digitale.

Il PCC stia introducendo la nuova tecnologia finanziaria (fintech) nell'enorme economia del Dragone.

Alla fine del 2020, Baowu ha anche sviluppato una piattaforma di finanza commerciale basata su blockchain che consente alle imprese di effettuare pagamenti transfrontalieri tramite lettere di credito.

Questi strumenti sono emessi e applicati dalle banche, ma una lettera di credito basata su eCNY in esecuzione su una piattaforma di finanziamento commerciale cinese complicherebbe, probabilmente, i processi bancari tradizionali.

Non solo la piattaforma stessa sarebbe gestita in Cina, ma i dati relativi alle transazioni eCNY sarebbero messi a disposizione direttamente al Governo cinese.

Il renminbi digitale è il gioco del PCC per raccogliere ogni bit di dati finanziari per aggregarli, analizzarli e sfruttarli per costruire un apparato economico e politico più forte. L'obiettivo è che il denaro sia più intelligente per creare uno Stato più "intelligente", un PCC più potente.

Man mano che l'economia mondiale diventa più digitalizzata, l'innovazione passerà attraverso l'interpretazione dei dati aggregati, così da ottenere anche un vantaggio nella competizione economica globale.

Il PCC ha compreso l'importanza di questo calcolo economico.

È probabile che il Governo di Pechino trasferisca informazioni di dati esteri e nazionali alle aziende cinesi per offrire loro vantaggi competitivi.

Ne abbiamo parlato in questa puntata.

L'integrazione tra Digital Silk Road e l'eCNY è l'obiettivo del PCC di sviluppare un database governativo nazionale di scambi commerciali e di transazioni digitali nazionali e internazionali.

Questa innovazione rafforzerà l'autoritarismo digitale del PCC.

Fabio Scacciavillani, in un recente convegno del settembre 2021, ha parlato di come sia cambiato il baricentro economico globale nel decennio post covid; tra l'altro ha spiegato di come l'industria 5.0 abbia sviluppato "criptovalute settoriali" creando particolari token legati al valore di dati specifici della produzione, sostituendo, negli scambi commerciali, le monete tradizionali fiat (es. dollaro o euro).

Ecco.

L'eNCY non è una criptovaluta, ma la moneta digitale di stato cinese.

E se l'economia digitale globale dovesse evolversi, come inevitabile nel seguire l'innovazione tecnologica della Cina (quindi anche l'eCNY nel BRI), ciò darà al PCC molto più potere contrattuale nel commercio internazionale.

La maggior parte dei paesi che studiano modi per digitalizzare le proprie economie dovrebbero dettare le regole nello sviluppo di standard tecnologici e politici che rafforzano l'innovazione economica e la prosperità senza promuovere l'autoritarismo.

Altrimenti, il mondo potrebbe evolversi in un'economia digitale con le caratteristiche del Partito Comunista Cinese.

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