Riscrivere le regole della nuova globalizzazione


G e N Iuvinale

Un pensiero chiave.

In molti ritengono che la "vittoria" nella Guerra Fredda si sia, di fatto, tradotta in una pura illusione. Questo è indiscutibimente vero.

Foto Gettyimages

Ora ci sono due stati ex comunisti, potenti e sospettosi, che credono che sia giunto il momento di spingere forte contro un Occidente indebolito e confuso (ne parleremo in un libro in scrittura sulla Cina).

La governance democratica, e i mercati basati su regole, sono sfidati da questi paesi e da difficili questioni sociali come non accadeva da decenni.

Il punto cruciale della nuova concorrenza sono gli affari e la tecnologia e affrontarli richiederà non solo la ricostruzione delle strutture normative smantellate dopo il 1990, ma anche di crearne di nuove e trovare modi per accelerare le economie occidentali e dei paesi alleati.

Russia e Cina sono stati autorizzati ad unirsi in istituzioni globali per il commercio e la finanza. Si pensi al WTO. Ora sono profondamente inseriti nelle catene di approvvigionamento globali.

Ci si è illusi che la liberalizzazione economica nel paese più popoloso del mondo, la Cina, avrebbe comportato automaticamente la libertà politica per i suoi abitanti e la sua integrazione nell'economia internazionale avrebbe mitigato l'autoritarismo del PCC.

All'epoca è sembrata la decisione giusta, ma ora è divenuto un errore strategico.

Cina e Russia sono entrambe collegate al commercio globale e ai sistemi finanziari attraverso modalità che creano rischi che saranno eccezionalmente difficili da districare.

L'obiettivo di ridurre al minimo gli attriti tra le economie internazionali è alla base di molte regole e istituzioni successive al 1945.

La Cina (e in misura minore la Russia), però, ha approfittato di questa apertura senza accettare i valori che la sostenevano.

Districarsi da questi legami nelle catene globali è molto meno difficile se si ha a che fare con la Russia, data la sua economia in decadenza.

Ma la Cina è diversa: è ricca, industrializzata e orientata alla "tecnologia" e il presidente Xi vuole una leadership tecnologica globale. E il Partito Comunista Cinese ha anche una cultura imprenditoriale; questo non va sottovalutato.

Il suo ruolo nell'economia globale non è facilmente sostituibile.

La Cina continua ad utilizzare la leva economica per scopi coercitivi, per indurre aziende o paesi a fare cose che non sceglierebbero di fare in assenza di coercizione. Il PCC non esporta esplicitamente il suo modello di marxismo-leninismo. E' un errore pensarlo. Opera in tutto il mondo, invece, attraverso quelle che si possono definire come leve di influenza, di natura economica, politica, diplomatica, ecc..

In sintesi, la Cina commercializza elementi del sistema “partito-stato” di Xi Jinping e il suo concetto di governance come valida alternativa alle concezioni occidentali, potenti e consolidate, dell'organizzazione politica ed economica.

Il rifiuto della Cina di rinnegare la Russia e Vladimir Putin per l'invasione dell'Ucraina è coerente con questa idea.

Pechino è una grande potenza revisionista che per decenni ha accumulato ricchezze, sviluppato capacità militari di livello mondiale e diffuso la sua influenza in tutto il mondo con l'obiettivo a lungo termine di riscrivere l'ordine internazionale.

Cosa occorre, dunque?

Serve modernizzare le normative, compresi i meccanismi per identificare quali tecnologie siano veramente sensibili (la richiesta del Copasir va in questa direzione ma non basta).

La modernizzazione dei processi normativi è il requisito principale per potersi difendere.

Con l'allontanarsi della minaccia della Guerra Fredda, i paesi occidentali, agendo collettivamente, hanno cercato di ridurre le restrizioni. Ora servono regole nuove, come lo screening degli investimenti sensibili in entrata e in uscita, norme per l'investimento occidentale in Cina.

Serve, in sostanza, lavorare per una nuova regolamentazione della nuova globalizzazione che ci attende.

L'economia globale è stata ristrutturata dopo la fine dell'Unione Sovietica per facilitare i flussi di denaro, tecnologia e beni. Ma il mercato globale così creato è sempre più distorto anche dal rischio politico. L'Ucraina, ad esempio, segnala un importante cambiamento nell'ordine globale.

Ecco, dobbiamo studiare e comprendere cosa fare. Il problema è complicato anche perché è "dinamico", come dicono alcuni studiosi.

E ricordiamoci: le libertà non sono regalate, vanno conquistate e difese ogni giorno. E tutto ciò ha un prezzo che la storia ora ci chiede di sopportare.

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