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Pechino condivide l'espansione militare russa verso occidente

Una decisione "inevitabile". E' questa la convinzione degli esperti del quotidiano delle Forze Armate cinesi (PLA), sulla nuova forza aerea e missilistica russa che sarà schierata ad ovest


G e N Iuvinale


Un articolo pubblicato oggi (15 giugno) sul quotidiano della PLA, spiega le "inevitabili" ragioni (ad avviso di Pechino) che avrebbero determinato Putin a decidere di dispiegare una nuova forza aeronautica e missilistica ai confini occidentali della Russia. In particolare, i motivi sarebbero tre:

  • la necessità per Mosca di continuare la riforma militare iniziata da quando Putin è salito al potere;

  • il bisogno di colmare le carenze militari. Il conflitto Russia-Ucraina, infatti, ha messo in luce la carenza di truppe russe, la debole capacità di competere per la rete spaziale elettromagnetica e il numero limitato di droni e barche senza equipaggio. Pertanto, è urgente compensare tali carenze;

  • l'assenza in loco di una difesa da un possibile attacco della NATO. "Dopo che la Finlandia è entrata a far parte della NATO", afferma il quotidiano della PLA, "l'area centrale della Russia è esposta al suo raggio di attacco diretto"

"Pertanto", aggiunge l'edizione odierna del giornale militare, "il rafforzamento della costruzione delle forze aerospaziali e delle forze di difesa aerea e antimissilistica è diventata una scelta inevitabile per la Russia".


La notizia di "una nuova forza aerea schierata contro la Nato" verso ovest è apparsa per la prima volta il 6 giugno scorso sul sito web "Izvestia" che cita fonti del Ministero della Difesa russo. La nuova forza aerea "includerà reggimenti di combattenti, bombardieri, nonché unità di difesa aerea e truppe di ingegneria radio". Dal punto di vista organizzativo, la nuova presenza militare sarà composta da diversi reggimenti di caccia, un reggimento di bombardieri e una brigata dell'aviazione dell'esercito.


La decisione di quale Distretto militare farà parte questa nuova forza non è stata ancora presa. Potrebbe trattarsi di quello di Mosca oppure del Distretto di Leningrado, in caso di una loro reintroduzione. L'anno scorso, infatti, è stato il Ministro della Difesa, Sergei Shoigu, ad annunciare l'intenzione di dividere il Distretto militare occidentale in due aree: Mosca e Leningrado; distretti entrambi aboliti durante le riforme militari iniziate un decennio fa.


All'inizio di giugno, inoltre, il Capo della Direzione principale per l'organizzazione e la mobilitazione (GOMU) dello Stato maggiore delle forze armate, Yevgeny Burdinsky, ha confermato che quest'anno sarebbero stati creati due distretti militari, annunciando anche l'istituzione di due eserciti (armi combinate ed aviazione) - senza tuttavia indicarne la destinazione - con la reintroduzione della Regione navale di Azov, di cinque divisioni e di 26 brigate.


Aerei da combattimento Su-35 russi in addestramento

Attualmente, il Distretto militare occidentale comprende:

Tale Distretto conta anche una divisione di aviazione mista, diversi reggimenti di elicotteri e una brigata di aviazione dell'esercito. Inoltre, queste forze militari si avvalgono di divisioni di difesa aerea dotate di sistemi antiaerei S-300 e S-400. La zona di responsabilità della 6a armata è una delle più lunghe. Copre il territorio della Russia dalla Carelia a Voronezh.


Il Distretto militare occidenatle russo. Foto: Ministero della Difesa della Federazione Russa

"Molto probabilmente, la 6a armata, che sarà riorganizzata in futuro, diventerà la base della nuova forza aerea", ha affermato lo storico militare Dmitry Boltenkov. "Si può presumere che dopo la divisione del distretto militare occidentale in Leningrado e Mosca, la zona di responsabilità della 6a armata sarà dimezzata. Pertanto, per la prima volta, è già disponibile il numero necessario di personale, equipaggiamento aeronautico, nonché sistemi missilistici antiaerei e sistemi radar per la formazione di una nuova associazione. Ma in futuro, l'industria della difesa russa dovrà lavorare sodo. Stiamo parlando almeno della necessità di consegnare i bombardieri Su-34 e Su-35 ai militari nel prossimo futuro per formare nuovi reggimenti di aviazione. Saranno necessari anche sistemi antiaerei, tra cui Pantsir, S-400 e S-350. Entreranno in servizio con i nuovi reggimenti di difesa aerea", ha precisato Dmitry Boltenkov.


Tuttavia, la retorica anti-NATO di Pechino è un'arma di propaganda dell'allenaza sino-russa ormai consolidata.

Come si è scritto nel saggio La Cina di Xi Jinping, verso un nuovo ordine mondiale sinocentrico?, "Pechino e Mosca si sono avvicinate sempre più, anche attraverso joint ventures energetiche, manovre militari e vertici periodici. Putin e Xi hanno ripreso l’alleanza Stalin-Mao, hanno siglato un “Patto d’acciaio” rivelandolo al mondo durante le Olimpiadi di Pechino e creato una partnership strategica nel cuore dell’Eurasia. Nella grande strategia cinese di rompere la presa geopolitica di Washington sull’Eurasia vi è il piano di riconquista delle acque contese tra la costa cinese e il litorale del Pacifico, che i cinesi chiamano “la prima catena di isole”. Costruendo decine di basi insulari nel Mar Cinese Meridionale dal 2014, sorvolando Taiwan e il Mar Cinese Orientale con ripetute incursioni e mettendo in scena manovre congiunte con la Marina russa, Pechino ha condotto una campagna incessante per tentare di avviare “l’espulsione dell’America dalle sue basi offshore” lungo quel litorale del Pacifico, tentando di far cadere l’ultimo pilastro di Brzezinski".


Proprio durante l'invasione russa dell'Ucraina, il Segretario Generale del PCC, Xi Jinping, ha dato priorità al partenariato strategico della Cina con la Russia riguardo ai legami con l'Europa e al principio di politica estera del rispetto della sovranità degli altri Paesi.


Nell'ultimo vertice del 20-22 marzo, inoltre, Xi e Putin hanno utilizzato un linguaggio nuovo per descrivere la loro partnership. Annunciando la Russia come “meglio di un alleato”, la dichiarazione congiunta ha incluso il sostegno della Russia alla posizione della Cina su Taiwan, ma non ha menzionato specificamente l'Ucraina.


Per tutto il 2022, il governo cinese ha sostenuto apertamente le posizioni russe sull'Ucraina affermando di essere "imparziale e obiettiva". Nelle dichiarazioni ufficiali sulla guerra, infatti, i funzionari cinesi si sono rifiutati di definire le azioni della Russia contro l'Ucraina come una "invasione" o una "guerra", ripetendo, invece, il termine russo di "operazione militare speciale".


Allo stesso modo, i media e i diplomatici cinesi hanno reiterato a pappagallo le critiche russe all'adesione degli stati post-sovietici all'alleanza NATO come i "cinque round consecutivi di espansione verso est" di quest'ultima.


La Cina, inoltre, continua a fornire alla Russia anche un'ancora di salvezza economica. E' diventata, infatti, il suo partner commerciale predominante e il suo principale cliente per merci a buon mercato come prodotti agricoli ed energia. Il volume totale degli scambi nel 2022, infatti, ha raggiunto i 190 miliardi di dollari, segnando un aumento del 34% rispetto all'anno precedente.


Anche la cooperazione militare tra i due Paesi è continuata e si è persino approfondita dopo l'invasione dell'Ucraina, smentendo la pretesa di imparzialità di Pechino nel conflitto.


Il nuovo Ministro della Difesa cinese, Li Shangfu, ad esempio, ha scelto la Russia come destinazione per la sua prima visita all'estero, salutando con favore il contributo di Putin alla pace nel mondo. Nell'occasione, l'alto politico cinese ha identificato tre aree per la futura cooperazione militare con la Russia, inclusa la condivisione di esperienze di combattimento e di intelligence e la partecipazione ad esercitazioni e pattugliamenti militari congiunti.


Dal canto suo Putin, che ha incontrato il Ministro cinese Li, ha sottolineato come la cooperazione militare sino-russa si stia realizzandoa livello globale, evidenziando il teatro del Pacifico per sottolineare il potenziale contributo militare della Russia agli interessi di sicurezza della Cina.


Proprio l'esercitazione congiunta che si è svolta in settimana nel Pacifico, rappresenta la chiara dimostrazione del nuovo concetto strategico militare sino-russo di rilevanza mondiale.


Per questo, il nuovo concetto strategico della NATO è coerente ed attuale, esprimendo l'allarme per il crescente partenariato tra Cina e Russia e per i loro “tentativi che si rafforzano reciprocamente di minare l'ordine internazionale basato su regole".





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