MES: le nuove regole del patto di stabilità che dovrebbero essere applicate in UE dal 2023

La proposta: fermo il limite del 3% tra deficit e PIL. Quello del debito rispetto al PIL, oggi al 60%, salirebbe al 100% con la previsione di una nuova regola di spesa


di Nicola e Gabriele Iuvinale

L'ESM - European Stability Mechanism (MES) ha pubblicato oggi un paper dal titolo "EU fiscal rules: reform considerations" con il quale formula una proposta di riforma dell'attuale "Patto di stabilità e crescita" UE, cercando di conciliare il contesto macroeconomico post-pandemia con i contributi di importanti economisti e istituzioni.

Il patto di stabilità è uno dei pilastri su cui si regge la politica di bilancio dei Paesi europei.

Le norme attuali “mirano a evitare che le politiche di bilancio vadano in direzioni potenzialmente problematiche” e a “correggere disavanzi di bilancio o livelli del debito pubblico eccessivi”.

In sostanza, l'idea di fondo è che gli squilibri interni e la mancanza di rigore di un singolo Stato possa mettere a rischio la tenuta sua e dell'Ue.

Il Patto di stabilità e crescita (Stability and Growth Pact) è quindi un accordo tra i Paesi membri dell'UE previsto nel trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE).

Il patto, richiede agli Stati membri il rispetto di alcuni parametri di bilancio e ruota attorno a due cardini: il deficit pubblico (cioè la differenza tra entrate e uscite, comprese le spese per interessi) non deve superare il 3% del Prodotto interno lordo (PIL); il debito pubblico non deve superare il 60% del PIL. La maggior parte dei Paesi membri sono attualmente molto lontani da quest'ultimo parametro.

Le norme prevedono che, nel caso in cui i limiti del Patto di stabilità non vengano rispettati, la Commissione Ue può far partire una procedura di infrazione. Un primo avvertimento “preventivo” viene inviato al Paese membro il cui deficit si avvicina al 3%. Allo sforamento del tetto, l'avviso si trasforma in una serie di raccomandazioni che mirano a far calare il rapporto deficit/Pil. Se le misure intraprese dallo Stato sotto esame vengono ritenute soddisfacenti, la procedura di infrazione viene sospesa in attesa di un rientro sotto il tetto del Patto. In caso contrario, il Paese rischia una sanzione.

Con la crisi pandemica, i Paesi europei hanno avuto bisogno di spendere tanto, aumentando il loro debito pubblico e per la prima volta nella storia, la Commissione europea ha deciso di attivare la clausola di salvaguardia del Patto di stabilità che prevede la sospensione delle citate regole sul debito fino al 31.12.2022.

In sostanza, gli Stati sono stati autorizzati a elargire risorse senza il rischio di raccomandazioni correttive o sanzioni in caso di sforamento del rapporto deficit/Pil del 3% o di un debito pubblico oltre il limite del 60% .

Prossimi alla scadenza del periodo di sospensione, ora pian piano si dovrà tornare verso una situazione di normalità, o quasi.

Ovviamente, i limiti del patto stabilità pre-pandemici (3% e 60%) appaiono troppo rigidi e potrebbero innestare effetti recessivi.

In questo contesto il MES avanza la sua proposta.

Il valore del disavanzo del 3% dovrebbe rimanere un punto fermo della politica, coerente con una maggiore stabilità del debito pubblico.

L'Istituto ritiene, infatti, che il limite del deficit del 3% si è dimostrato un buon punto di riferimento per la politica fiscale e dovrebbe essere mantenuto; sarebbe, però più coerente con il limite del100% del rapporto tra il debito pubblico e il Prodotto interno lordo.

Le proposta prevede dei valori di riferimento del debito e del disavanzo, adeguati alle nuove condizioni economiche e incorpora una nuova regola di spesa.

Per il MES, Il nuovo quadro potrebbe essere centrato su questi valori e principi di riferimento (1):

  • il valore di riferimento del 3% tra deficit e PIL, che appare ampiamente accettabile ed è istituzionalmente consolidato, potrebbe essere preservato come limite, la cui violazione attiverebbe una procedura di infrazione per disavanzo eccessivo (salvo situazioni eccezionali);

  • il valore di riferimento del 100% del debito rispetto al PIL potrebbe sostituire quello attuale del 60%;

  • previsione di una regola di spesa con reali trend di crescita come parametro di riferimento (diversa da quella dell'EFB che si baserebbe sulla crescita tendenziale di rendimento potenziale);

  • riduzione del debito pubblico di un ventesimo all'anno.

Gli obiettivi a medio termine sarebbero espressi come massimali di spesa annui:

  1. i paesi con un debito inferiore al 100% del PIL, sarebbero vincolati solo dalla regola della spesa. Data la situazione macroeconomica, non sarebbe necessaria la riduzione del debito per quelli con livello inferiore al benchmark del 100%;

  2. oltre alla regola della spesa, i paesi con un debito superiore al 100% del PIL dovrebbero seguire un percorso realistico di riduzione del debito ancorato ad una regola di equilibrio primario che rifletta la situazione economica. La Commissione Europea calibrerebbe il saldo primario necessario per la riduzione mirata del debito in eccesso di almeno un ventesimo all'anno, attraverso un 'rolling' orizzonte triennale, per garantire una convergenza continua verso la stabilità del debito.

La Violazione del limite di disavanzo del 3%, dei massimali di spesa o degli obiettivi di saldo primario per gli stati al di sopra del valore di riferimento del 100% attiverebbero una una procedura per i disavanzi eccessivi, salvo eccezionalità.

Nella proposta del MES, il ritmo di riduzione del debito pubblico sarebbe un ventesimo all'anno.

Infine, per quanto attiene la base giuridica, il patto di stabilità e crescita (PSC) è previsto dagli articoli 121 e 126 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE).

Il Protocollo 12 del Trattato fornisce ulteriori dettagli sulla procedura per i disavanzi eccessivi, compresi i valori di riferimento per il disavanzo e il debito.

L'articolo 136 del TFUE prevede l'adozione di disposizioni specifiche per l'area dell'euro.

È la base per un regolamento sulle sanzioni per i paesi dell'area dell'euro (incluso nel cosiddetto six pack) e il cosiddetto regolamento sul two pack, che include un monitoraggio e una sorveglianza rafforzati nell'area dell'euro.

L'articolo 51 del TFUE prevede che i protocolli e gli allegati ai trattati ne costituiscono parte integrante.

La modifica del patto di stabilità dovrebbe seguire la stessa procedura di adozione dei Trattati e, quindi, di ratifica interna dei singoli Stati.

Tempi non brevi.


SCARICA IL PDF del paper MES: "EU fiscal rules: reform considerations".


(1) Per il MES il rigoroso rispetto di una regola del debito richiederebbe uno sforzo fiscale straordinario durante i periodi di crisi: "Illustriamo i vantaggi della flessibilità con un esercizio ipotetico e semplificato che usa come esempio un paese con un debito vicino al 160% del PIL e discute le implicazioni di attenersi a una regola del debito che prevede la riduzione del debito di un ventesimo dell'eccedenza oltre il 100% soglia del debito durante una recessione economica. L'esercizio presuppone una recessione economica che deprime la crescita di due punti percentuali al di sotto della linea di base e una ripresa verso la linea di base crescita entro il 2026. In tale situazione, il saldo primario richiesto per rispettare la regola del debito ammonterebbe a circa il 6% del PIL nel 2024 e l'1,5% del PIL nel 2025, e si assesterà in media a circa l'1,7% del PIL dopo la ripresa. 70 Attenersi alla regola della riduzione del debito porterebbe il debito a 134% del PIL nel 2031, al prezzo di un netto aggiustamento di bilancio durante una fase di recessione.

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