L'apocalisse del debito e la "grana" cinese

Mentre l'Occidente è alle prese con inflazione e debiti sovrani alti, i paesi più poveri affrontano una prospettiva molto più grave: rivolte per il cibo, crisi del debito e crolli del regime interno con conseguente instabilità politica. Intanto la Cina rifiuta una richiesta di ristrutturazione del debito dello Sri Lanka, ormai in default


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Gli effetti economici della guerra si stanno riverberando in tutto il mondo, con la scarsità di cibo e carburante che fa salire l'inflazione già elevata. Non sorprende, allora, che le economie emergenti, con poco denaro in cassa, stiano vacillando.

Un rapporto del FMI, pubblicato in settimana, esamina i rischi imminenti. I prezzi dei generi alimentari hanno superato il picco massimo del 2011, quando l'aumento ha contribuito a far precipitare gli sconvolgimenti della Primavera Araba. I costi del servizio del debito, già in aumento, cresceranno ulteriormente mentre la Fed continua ad aumentare i tassi. Gli investitori internazionali stanno ritirando denaro dai mercati in via di sviluppo, lasciando più titoli di stato nei libri contabili delle banche locali. Come osserva minacciosamente il FMI, se i governi sono inadempienti, rischiano di trascinare al ribasso le banche. Affamate di credito, intere economie potrebbero implodere.

Nel mezzo della pandemia da Covid, molti Paesi a basso reddito hanno assunto nuovo

Foto Gettyimages

debito per tentare di proteggere le loro economie dal danno economico causato dai lockdown incontrollati. Ma anche prima del COVID, molti Stati – come Zambia, Sri Lanka ed Ecuador – erano già fortemente indebitati, in parte a causa della cattiva gestione e della corruzione dei governi.

La recessione indotta dalla pandemia ha causato un aumento dell'indebitamento globale, salito ai massimi dagli ultimi 50 anni.

Due sono i casi emblematici: lo Sri Lanka e l'Egitto.


La situazione in Sri Lanka

Sebbene abbia preso in prestito ingenti somme di denaro – principalmente da Cina, Giappone ed India – da quando la sua brutale guerra civile si è conclusa nel 2009, lo Sri Lanka non è mai stato inadempiente al rimborso. Di fronte alle proteste di piazza e all'inflazione incontrollata, però, ha dovuto sospendere i pagamenti.

Il presidente Gotabaya Rajapaksa ha introdotto tagli alle tasse nel 2019 che hanno drasticamente ridotto la principale fonte di entrate. Poi il COVID-19 ha colpito duro, decimando l'industria del turismo un tempo fiorente e tagliando le rimesse. Quando le riserve di valuta estera si sono esaurite, lo Stato ha iniziato a stampare più moneta, il che ha ulteriormente spinto i prezzi al rialzo ed il valore della valuta al ribasso.

A lungo invischiato nella trappola del debito cinese, lo Sri Lanka è sfuggito per un pelo dal default all'inizio di quest'anno grazie ad un aiuto dell'India, ma non è durato. Ora ha sospeso il rimborso del debito estero. I prezzi del cibo sono saliti a "livelli insopportabili", il carburante scarseggia e i blackout sono diffusi.

Con il crescente malcontento popolare e l'inflazione a due cifre, lo Sri Lanka ha avuto un capovolgimento della situazione nelle ultime settimane. Sebbene il Governo sia stato a lungo riluttante nel chiedere aiuto al FMI, ora sta facendo appello al Fondo per chiedere aiuto nella ristrutturazione dei suoi 7 miliardi di dollari di debito e del rimborso degli interessi di quest'anno.

Il FMI afferma che i colloqui con i funzionari dello Sri Lanka riguarderanno "il debito pubblico che è salito a livelli insostenibili, riserve internazionali basse e esigenze di finanziamento costantemente elevate nei prossimi anni". Ma con il Presidente Percy Mahinda Rajapaksa alle prese con disordini politici in patria – e rifiutandosi di dimettersi nonostante abbia perso il sostegno del suo stesso governo – sembra improbabile che il FMI offra allo Sri Lanka molto margine di manovra.

La Cina, che rappresenta il 10% del debito estero dello Sri Lanka, ha rifiutato una richiesta di ristrutturazione.

La situazione in Egitto

Nel caso dell'Egitto, la valuta è stata più stabile negli ultimi anni, soprattutto a causa delle rigide misure di controllo imposte dalla banca centrale. Tuttavia, nel mezzo di un quasi collasso economico nel 2016, il Cairo ha accettato misure di austerità come parte di un accordo con il FMI.

Mentre il taglio dei sussidi energetici ha contribuito a stabilizzare in qualche modo l'economia, le cose sono state male per i cittadini: il tenore di vita è crollato, la disoccupazione giovanile è diffusa e quasi un terzo dei 102 milioni di persone del paese vive in povertà.

Poi è arrivata la mazzata della guerra in Ucraina, che ha mandato in tilt l'economia globale e l'industria alimentare. L'Ucraina e la Russia rappresentavano un terzo delle esportazioni globali di grano, gran parte delle quali è stata interrotta.

"Quando i prezzi dell'energia salgono, si crea un onere sui costi per tutti i tipi di attività, dai fertilizzanti ai trasporti", ha detto il Presidente della Banca mondiale, David Malpass, durante il Global Stage Livestream on Financing the Future di GZERO Media a Washington, DC. "Sono costi morti che non possono essere recuperati", ha aggiunto.

"Dobbiamo mettere in piedi una nuova fornitura di grano in tutto il mondo per sostituire quella che è andata perduta", ha aggiunto Malpass poco dopo aver parlato con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e i Ministri delle finanze di 20 Paesi.

Le ricadute in Egitto saranno apocalittiche, dove i prezzi del cibo, in particolare per il pane, sono al centro della politica nazionale.

L'Egitto dipendente dalle importazioni, acquista la maggior parte del grano di qualsiasi altro paese al mondo – l'85% da Russia e Ucraina – ed è quindi estremamente vulnerabile agli shock economici del mercato internazionale.

In risposta alla carenza di cibo e carburante e all'aumento dell'inflazione nelle ultime settimane, la banca centrale egiziana ha aumentato i tassi di interesse e imposto controlli sui prezzi del pane non sovvenzionato. Il Presidente Abdel Fattah el-Sisi sta facendo tutto ciò che è in suo potere per evitare le proteste di massa che hanno scosso l'Egitto già nel 2011, portando alla cacciata dell'autocrate di lunga data Hosni Mubarak.

“Un mese fa abbiamo discusso molto sulla ripresa e sul ritorno al turismo”, afferma Rania al-Mashat, Ministro egiziano della cooperazione internazionale. Secondo GZERO, l'Egitto ha scorte di grano strategiche che dureranno fino a settembre e il Governo starebbe continuando a lavorare su "sforzi immediati di mitigazione".

Ma se le cose continuano a peggiorare, il Paese avrà bisogno dell'aiuto dei prestatori internazionali ed il FMI probabilmente chiederà al Cairo di attuare riforme significative – come l'eliminazione dei sussidi – per sbloccare il denaro. Ma questo tipo di accordo raramente porta effetti positivi, in particolare in Egitto dove circa due terzi della popolazione mangia pane sovvenzionato. Addirittura, nel 2008, nel mezzo di una crisi alimentare indotta dalla siccità, il Presidente Mubarak ordinò all'esercito e alla polizia di cuocere il pane per ridurre le forti le proteste della popolazione.


Il FMI avverte che tutti i paesi sperimenteranno una crescita contratta quest'anno.

Ed una crescita inferiore, significheranno meno investimenti esteri nei paesi a basso reddito, i cui valori delle valute diminuiranno e renderanno più costoso il rimborso del loro debito.

A sua volta, la Federal Reserve, la Banca centrale USA, è destinata ad aumentare i tassi di interesse in modo aggressivo, il che colpirà i Paesi più poveri che hanno preso in prestito dollari. Nel frattempo, le sanzioni occidentali alla Russia stanno facendo salire il costo della vita ed i prezzi del cibo sono aumentati di un terzo rispetto ad un anno fa.

Ed in questo contesto, la Cina sta diventando più cauta con le sue pratiche di prestito, in particolare in Africa.

Lo scorso novembre, il Presidente Xi Jinping ha annunciato che la Cina avrebbe tagliato di un terzo i prestiti complessivi fino al 2024, poiché molti paesi africani rischiano il default a causa delle crisi economiche indotte dal COVID.

Infine, come riportato da The Post, le panetterie tunisine sono spesso senza pane a mezzogiorno. "Ci sarà una rivoluzione in arrivo", ha affermato un accademico locale.


Come uscirne?

Come è stato già detto, per la maggior parte del secondo dopoguerra, gli incontri primaverili della Banca Mondiale e del FMI sono stati un'opportunità per gli Stati Uniti di mostrare la loro leadership economica globale.

Se l'amministrazione Biden prenderà sul serio la geopolitica sulla scia dell'Ucraina, deve persuadere il Congresso a finanziare le priorità, partendo dalla riduzione del debito per i Paesi più poveri con i diritti speciali di prelievo.

Serve invertire questa spirale per impedire un'apocalisse del debito.





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